29/10/2026
Tra i nostri campi è sempre presente un appezzamento dedicato alla coltivazione della
TIMILÌA: IL GRANO ANTICO CHE GUARDA AL FUTURO
La Timilìa (Tumminia) è un’antica varietà di frumento duro legata alla tradizione cerealicola siciliana. Il suo interesse non è soltanto storico e culturale: la ricerca scientifica ne sta approfondendo le potenzialità nutrizionali e agronomiche, anche in relazione alle esigenze di un’agricoltura più attenta all’ .
Uno studio recente (Masciarelli, E.; Casorri, L.; Di Luigi, M.; Beni, C.; Cichelli, A. (2027). The Marzuolo (Timilia), an Ancient Variety of Durum Wheat for Sustainable Agriculture. In: Advances
in Science, Technology and Innovation, pp. 635–640. DOI: 10.1007/978-3-032-16581-7_143) evidenzia un profilo nutrizionale interessante, caratterizzato dalla presenza di fibre, vitamine, minerali e composti antiossidanti, tra cui polifenoli e flavonoidi. Gli studi esaminati segnalano inoltre un contenuto di inferiore rispetto a quello di alcuni frumenti moderni, pur senza che questo, ovviamente, renda la Timilìa adatta alle persone affette da celiachia.
Sul piano agronomico, questa varietà può essere coltivata in sistemi biologici ed estensivi con un impiego ridotto, o in determinate condizioni nullo, di prodotti fitosanitari e fertilizzanti sintetici. La
sua valorizzazione può quindi contribuire alla diversificazione delle colture, alla conservazione
della agricola e alla riduzione degli impatti ambientali, con possibili benefici anche per
la salute degli operatori agricoli.
La richiama inoltre possibili effetti favorevoli del consumo sui parametri legati allo stress ossidativo, alla e al metabolismo lipidico.
Recuperare e valorizzare la Timilìa non significa guardare nostalgicamente al passato, ma riconoscere il valore delle risorse genetiche locali e investire in sistemi agricoli capaci di coniugare qualità alimentare, tutela della biodiversità e sostenibilità