24/03/2026
Terzo Settore: arriva il Bilancio "Super Semplice" per gli Enti sotto i 60.000 euro
Una ventata di semplificazione investe il mondo del No-Profit. Con il nuovo Decreto del 18 febbraio 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ufficialmente introdotto il "Modello E": un rendiconto per cassa in forma aggregata dedicato esclusivamente ai piccoli Enti del Terzo Settore (ETS).
Se la tua associazione ha entrate contenute, la gestione burocratica sta per diventare molto più leggera. Ecco tutto quello che devi sapere.
Chi può beneficiare della semplificazione?
La novità non riguarda tutti, ma si rivolge alla base del tessuto associativo italiano. Il nuovo modello può essere adottato dagli enti che, nell'anno di riferimento, hanno presentato:
Entrate totali non superiori a 60.000 euro (ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate).
La regola vale per tutti gli ETS, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno la personalità giuridica.
Cos’è il "Modello E" e cosa cambia?
Fino ad oggi, gli enti sotto i 220.000 euro di entrate utilizzavano il Modello D (rendiconto per cassa). Tuttavia, anche quel modello richiedeva un livello di dettaglio che spesso risultava gravoso per le piccolissime realtà.
Il nuovo Modello E permette una redazione in forma aggregata.
Cosa significa in pratica? Significa che non è più necessario scendere nel micro-dettaglio di ogni singola sottovocce. Le entrate e le uscite possono essere raggruppate per macro-categorie, rendendo il documento più corto, più facile da compilare e meno soggetto a errori formali.
Da quando si applica?
Il decreto parla chiaro: le nuove disposizioni si applicano a partire dalla redazione del bilancio relativo all’esercizio finanziario in corso alla data di pubblicazione del decreto.
Questo significa che per la stragrande maggioranza delle associazioni (che seguono l'anno solare), il Modello E sarà lo strumento da utilizzare per rendicontare l'attività del 2026.
Perché è una svolta per il piccolo associazionismo?
Questa riforma riconosce finalmente una distinzione netta tra le grandi organizzazioni strutturate e i piccoli circoli o associazioni di quartiere. I vantaggi sono evidenti:
Meno costi: Minore necessità di consulenze tecniche esterne per la quadratura dei conti.
Meno tempo: I volontari possono dedicare più energie alla "mission" sociale e meno alle scartoffie.
Trasparenza più accessibile: Un bilancio più semplice è anche più facile da leggere per i soci durante l'assemblea.
STUDIO PATELLA