Luca Moriconi

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Analisi dei rischi e delle vulnerabilità aziendali
Business Plan e sostenibilità economico-finanziaria
Modello di business competitivo (Business Model Canvas)
Balanced Scorecard e sistemi di controllo strategico
Pianificazione e gestione della crescita

L’organizzazione  di una azienda  raggiunge i suoi equilibri  non in modo libeare . L’equilibrio è un sistema di contrap...
29/08/2026

L’organizzazione di una azienda raggiunge i suoi equilibri non in modo libeare . L’equilibrio è un sistema di contrappesi in cui organizzazione finanza e controllo e visione strategica giocano il loro peso in modo distinto ma estremamente collegato . Il leader deve sapere come distribuire questo peso .

La cambia livello quando smette di chiedersi come muovere le persone e comincia a chiedersi quali condizioni creare perché possano muoversi.

Quando qualcosa non funziona in un team, la tentazione è spesso intervenire direttamente: spiegare di più, controllare di più, correggere di più. È comprensibile, ma nel tempo questo rischia di trasformare il leader nella forza che deve spingere continuamente l’organizzazione, con il risultato che ogni movimento dipende ancora da lui.

Il filosofo François Jullien offre un’immagine molto efficace: inclinare la situazione. Se un piano è perfettamente orizzontale, per far muovere qualcosa bisogna continuare ad applicare forza; se invece cambia l’inclinazione del terreno, il movimento può emergere dalle condizioni stesse.

Nell’impresa significa lavorare prima di tutto sul contesto:
- obiettivi chiari;
- responsabilità definite;
- fiducia;
- informazioni accessibili;
- libertà di agire dentro un perimetro comprensibile.

Non significa rinunciare alla guida, ma spostarla a un livello più strutturale: meno intervento continuo sulle singole persone, più attenzione alle condizioni che permettono alle persone di lavorare bene, decidere e assumersi responsabilità.

Nella vostra esperienza, cosa aiuta davvero un team a muoversi nella direzione giusta: un leader che interviene di più o un contesto costruito meglio?

14/08/2026

Questo doppio sguardo è un talento naturale? Oppure una competenza che si può costruire?

Per usare un’immagine presa dal pensiero sistemico, il leader è chi sa vedere l’albero e la foresta contemporaneamente: sa dove si trova ogni singola pianta — conosce le singole persone, i loro talenti, le loro difficoltà, il loro contributo specifico — e al tempo stesso tiene lo sguardo sulla forma dell’intero bosco, sulla sua direzione, sulla sua salute complessiva.

Per allenare questo sguardo, questa visione d'insieme che non perde il dettaglio, bisogna uscire periodicamente dalla gestione quotidiana per osservare ciò che c’è: cosa accade in azienda, come accade, come le persone reagiscono, come si relazionano, a cosa danno importanza.

E imparando ad ascoltare prima di decidere: guardare in più direzioni, connettere più dimensioni. Superando quelle limitazioni che non permettono di accedere a soluzioni innovative ed efficaci.

È anche da questo doppio sguardo che nasce il nome METAIMPRESA.
“Meta” richiama la capacità di andare oltre il singolo problema e osservare l’impresa come sistema: vedere ciò che accade dentro l’organizzazione e, contemporaneamente, alzare lo sguardo per comprenderne relazioni, direzione e significato.

All'interno del percorso editoriale che stiamo costruendo con Metaimpresa, Cristina Teofoli ci ha recentemente parlato di come l’identità imprenditoriale orienti le decisioni e di come la cultura aziendale ne sia l’espressione collettiva.

Per continuare la conversazione, vi lasciamo due domande:
1) Cosa accade a un’organizzazione quando chi la guida vede molto bene i singoli problemi, ma perde di vista il sistema nel suo insieme?
2) Quanto cambia la qualità delle decisioni quando il leader riesce a tenere insieme contemporaneamente persone, relazioni, numeri e direzione?

Seguici per continuare a parlare di . Facci sapere la tua opinione per arricchire questa riflessione sulla con altri punti di vista.

13/08/2026

Per molti anni, il modello dominante di leadership nelle imprese — specialmente nelle PMI italiane — è stato quello del command-and-control: l’imprenditore decide, le persone eseguono.

In contesti stabili e prevedibili, questo modello ha una sua razionalità.

Il problema è che il contesto in cui operano le imprese oggi non è più né stabile né prevedibile. Alessandro Cravera, in "Essere leader in un mondo complesso" (Egea, 2024), argomenta che non si può più considerare leader chiunque abbia un ruolo di comando e riesca a creare un gruppo di follower. In un’epoca di interdipendenza sistemica, il leader è chi determina un’evoluzione positiva del sistema di cui fa parte: la sua autorità non viene dai titoli, ma dalla qualità delle condizioni che riesce a creare.

C’è chi occupa il ruolo di leader e chi abita la funzione di leadership. La differenza non è di stile comunicativo. È di sostanza: riguarda il modo in cui si concepisce il proprio rapporto con le persone e con il sistema che si guida.

Quale libro sulla leadership vi ha fatto rivedere più profondamente il vostro modo di intenderla?

E soprattutto: se cambiassimo ciò che intendiamo per leadership, cosa potrebbe cambiare non solo nelle nostre imprese, ma nella società?

trovare  il giusto significato nelle proprie azioni  si traduce  in scelte ponderate  anche se  inspirate da scenari  no...
04/05/2026

trovare il giusto significato nelle proprie azioni si traduce in scelte ponderate anche se inspirate da scenari non sempre chiari. Questo è il vuoto che alcune volte l'imprenditore ci richiede di aiutarlo a riempire .

Sempre più imprese lavorano “meglio” ma ottengono risultati peggiori.Processi ottimizzati, KPI sotto controllo, piani be...
04/05/2026

Sempre più imprese lavorano “meglio” ma ottengono risultati peggiori.
Processi ottimizzati, KPI sotto controllo, piani ben fatti. Eppure qualcosa non torna.
Nel lavoro quotidiano vedo spesso questo equivoco: si confonde la strategia con la progettazione dell’impresa. Si decide cosa fare senza interrogarsi davvero su che tipo di organismo stiamo facendo vivere.
Il punto non è l’assenza di metodo, ma il paradigma.
Modelli lineari applicati a sistemi che lineari non sono. L’impresa trattata come macchina, mentre è un sistema vivo, immerso in relazioni, feedback, co evoluzione con l’ambiente.
Questo articolo lo mette a fuoco con grande chiarezza.
Il business design non serve a trovare il modello “giusto”, ma a mantenere la capacità di trasformarsi senza perdere identità. In un mondo instabile, la resilienza strutturale conta più dell’efficienza locale.
Forse la domanda non è “qual è la leva giusta”, ma:
stiamo osservando il sistema giusto, con le assunzioni giuste?

Come cambia il business design in un mondo complessoQuando si parla di business design, il rischio più comune è confonderlo con la pianificazione strategica.Sono discipline connesse, ma agiscono su piani diversi: la strategia risponde alla domanda cosa fare? mentre il business design risponde alla...

Spesso mi trovo imprenditori ingessati, immobilizzati ,  incapaci di decidere   su  scelte che  sicuramente influenzeran...
08/04/2026

Spesso mi trovo imprenditori ingessati, immobilizzati , incapaci di decidere su scelte che sicuramente influenzeranno positivamente o negativamente la propria azienda. Solo con una attenta analisi e previsioni corrette e l'utilizzo di strumenti professionali adatti può togliere la nebbia che a volte invade la sua testa per poter raccontare in modo efficacie il suo business. La professionalizzazione dei processi è l'unico vero antidoto. Ecco perché gli strumenti giusti cambiano tutto:
Dati contro Emozioni: Trasformano la sensazione viscerale ("mi sembra che...") in numeri oggettivi. Questo abbassa il battito cardiaco e alza la lucidità.
Simulazione di Scenari: Poter vedere un "What-if" (cosa succede se investo X o se perdo il cliente Y) dissipa la nebbia, perché rende il futuro misurabile.
Storytelling Strategico: Solo quando i numeri sono chiari, l'imprenditore può smettere di "giustificarsi" e iniziare a comunicare la visione a banche, soci e dipendenti con una sicurezza che ispira fiducia.
In sostanza, passi dal subire l'incertezza al governare il rischio.

Mercati instabili e tassi variabili impongono pianificazione di scenari e analisi di sensitività.
Un’impresa che ha simulato criticità e margini di manovra riduce il rischio percepito.
Preparazione significa solidità.

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