14/09/2025
Il 12 settembre 2025 è entrato in vigore il Data Act (Regolamento UE 2023/2584), il nuovo pilastro della strategia europea dei dati. Dopo il GDPR e l’AI Act, l’Unione compone così un mosaico normativo che punta a garantire al contempo diritti fondamentali, equità economica e innovazione tecnologica.
Il nasce con l’obiettivo di disciplinare l’accesso, la condivisione e l’uso dei dati generati da prodotti connessi e servizi digitali. Non interviene sulla protezione dei dati personali, materia del , ma definisce regole orizzontali per riequilibrare il rapporto tra chi i dati li produce o raccoglie (data holder) e chi ne ha interesse legittimo (utenti, imprese, enti pubblici). Il cuore è il principio di equità: dati “grezzi” e pre-processati devono essere resi disponibili in formati interoperabili, senza abusi di posizione dominante, secondo criteri (fair, reasonable, non-discriminatory).
Il rapporto con il GDPR è chiaro: le norme sulla privacy prevalgono in caso di conflitto, ma il Data Act le completa introducendo la portabilità in tempo reale dei dati IoT e facilitando l’esercizio dei diritti anche in scenari multi-utente (es. auto a noleggio, dispositivi sanitari condivisi). Le autorità garanti privacy restano competenti a vigilare sugli aspetti che coinvolgono dati personali, assicurando coerenza ed evitando duplicazioni.
Con l’ si crea una filiera regolatoria laddove il Data Act disciplina la materia prima, cioè i dati; l’AI Act regola i processi di utilizzo, dall’addestramento dei modelli alla messa in servizio dei sistemi. Le due normative si parlano direttamente laddove dataset trasparenti, completi e non discriminatori sono requisito dell’AI Act, e il Data Act rende possibile l’accesso a tali dataset con criteri metodologici comuni. In questo senso, più che un appesantimento burocratico, il nuovo regolamento è un elemento di ordine metodologico che riduce frammentazioni, favorisce la concorrenza e amplia le possibilità di innovazione.
Certamente le imprese dovranno affrontare oneri iniziali come adeguamenti tecnici, interfacce di accesso, contrattualistica più trasparente, sistemi di interoperabilità. Ma a regime la cornice diventa un fattore di semplificazione, perché previene conflitti tra normative settoriali e rafforza la certezza del diritto.
Con il Data Act, l’Europa non impone soltanto obblighi ma crea le condizioni per un mercato unico dei dati dove cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni possano dialogare ad armi pari. È il passo necessario per passare da una visione frammentata a un ecosistema integrato, dove la protezione garantita dal GDPR, l’accesso ordinato del Data Act e l’affidabilità richiesta dall’AI Act compongono un continuum coerente.
(ENIA - Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale)