15/10/2026
"Il suolo nelle politiche europee e italiane: verso una governance integrata per la salute e la rigenerazione"..
Il suolo è presente da decenni nelle politiche dell’Unione europea, ma attraverso interventi settoriali e frammentati, legati di volta in volta alle politiche agricole, ambientali, climatiche, della biodiversità, delle acque e della pianificazione territoriale.
Negli ultimi anni è emersa una nuova fase, caratterizzata dalla progressiva convergenza di queste politiche verso una governance più organica e integrata della risorsa suolo. Il Green Deal europeo, la EU Soil Strategy for 2030, la Missione “A Soil Deal for Europe”, la Direttiva (UE) 2025/2360 sul monitoraggio e la resilienza del suolo, il Regolamento sul carbon farming e la Nature Restoration Law delineano un quadro nel quale la salute del suolo diventa un obiettivo specifico di monitoraggio, valutazione, prevenzione, gestione e ripristino.
La nuova Direttiva sul suolo rappresenta un passaggio particolarmente significativo, introducendo un quadro comune per il monitoraggio della salute dei suoli e richiedendo agli Stati membri di integrare sistemi informativi e reti di monitoraggio esistenti.
Per l’Italia, ciò costituisce un’opportunità per costruire una vera infrastruttura nazionale della conoscenza del suolo, fondata sull’interoperabilità dei dati e sul coordinamento tra istituzioni. La sfida principale riguarda ora la governance nazionale. MASE, MASAF, Regioni, ISPRA, SNPA, CREA, CNR, università e altri soggetti dovranno coordinare competenze e strumenti, integrando monitoraggio, PAC, carbon farming e ripristino della natura. Il passaggio decisivo sarà trasformare la conoscenza dello stato dei suoli in azioni territorialmente differenziate di prevenzione, gestione e rigenerazione, attraverso una politica del suolo realmente integrata e multilivello, con un significativo contributo della scienza del suolo.
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