Marcianò & Partners Commercialisti

Indicazioni

Marcianò & Partners Commercialisti Lo studio è in grado di offrire alla propria clientela assistenza per tutti gli specifici settori aziendali: Amministrativo, Societario, Fiscale e Lavoro

Lo studio è in grado di offrire alla propria clientela assistenza globale per tutti gli specifici settori aziendali con attività nei seguenti campi di specializzazione professionale:

- SOCIETARIO: Assistenza contrattuale, costituzione di società di persone, di capitale, onlus, associazioni e fondazioni consulenza su operazioni straordinarie, bilancio CEE.
- AMMINISTRATIVO: Adempimenti contabili ordinari e straordinari, contabilità generale, semplificata, minimi,enti no profit, elaborazione dati contabili, tenuta dei libri contabili civilistici e fiscali, bilancio d'esercizio.
- FISCALE: Servizi telematici entratel, consulenza fiscale su contabilità e bilancio, contenzioso tributario, studi di settore, dichiarazioni fiscali mod. 770, mod. 730, Unico, Irap, Iva, IMU - TASI.
- LAVORO: Elaborazioni paghe, adempimenti relativi all'amministrazione del personale, mod.770, tenuta del libro unico del lavoro, simulazioni retribuzione annua e costo aziendale.
- ALTRI SERVIZI: Sportello telematico camera di commercio, trasferimento quote SRL, banca dati catastale, pratiche di successione, contratti locazione, sportello CAF, Red telematico, ISEE telematico, TSS Trasmissione Tessera Sanitaria.
- CONTROLLO DI GESTIONE: controllo sul conseguimento degli obiettivi stabiliti, pianificazione tramite appositi indicatori affinché si possa decidere e attuare le opportune azioni correttive.

📩 «Hai diritto a un rimborso». Ma è davvero così?Un’email con il logo INPS e la promessa di un accredito può sembrare co...
23/10/2026

📩 «Hai diritto a un rimborso». Ma è davvero così?

Un’email con il logo INPS e la promessa di un accredito può sembrare convincente. Eppure, dietro quel messaggio potrebbe esserci una truffa.

Il CERT-AGID ha segnalato false comunicazioni che promettono un rimborso di 730 euro e chiedono dati personali e della carta di pagamento.

Come comportarsi?
▪️ Non cliccare sui collegamenti sospetti.
▪️ Non comunicare password, codici o dati della carta.
▪️ Verificare la comunicazione accedendo direttamente al portale ufficiale dell’ente.

Hai ricevuto una comunicazione fiscale o previdenziale che non ti è chiara? Prima di agire, confrontati con il tuo commercialista.

📍 Marcianò & Partners Commercialisti | Roma
📩 Scrivici in privato per informazioni sui nostri servizi.

💬 «Vendo tanto, ma sul conto non mi rimane niente. Come è possibile?»Il fatturato cresce, il lavoro aumenta, eppure la l...
23/10/2026

💬 «Vendo tanto, ma sul conto non mi rimane niente. Come è possibile?»

Il fatturato cresce, il lavoro aumenta, eppure la liquidità scarseggia.

Le vendite, da sole, non raccontano tutta la situazione. I margini possono essere ridotti, i clienti da pagare dopo i fornitori e il magazzino. Ci sono poi investimenti, rate dei finanziamenti e versamenti fiscali da sostenere.

Anche un’azienda in utile può trovarsi con poca liquidità: utile e denaro disponibile non coincidono.

Per questo serve guardare insieme fatturato, margini, incassi e pagamenti. Per capire dove vanno i soldi e pianificare le prossime decisioni.

📩 Vuoi leggere con più chiarezza i numeri della tua attività? Contattaci.

📍 Roma

23/10/2026

Lettere di compliance: il Fisco incrocia POS, fatture e dichiarazioni. Cosa verificare prima di regolarizzare

I dati delle operazioni certificate vengono confrontati anche con quanto dichiarato ai fini del reddito d’impresa. Una differenza richiede una spiegazione documentata, ma non dimostra automaticamente un’omissione fiscale.

I controlli dell’Agenzia delle Entrate seguono sempre più da vicino il percorso delle operazioni: dal pagamento alla certificazione fiscale, fino alla loro rilevazione in contabilità e in dichiarazione.

Per le imprese, questo significa che emettere correttamente una fattura o trasmettere un corrispettivo rappresenta soltanto uno dei passaggi da presidiare. Occorre anche verificare che l’operazione abbia ricevuto il corretto trattamento nella determinazione del reddito.

Due confronti da distinguere

Il primo confronto riguarda i pagamenti elettronici rispetto alle operazioni documentate da fatture e corrispettivi. L’obiettivo è individuare incassi che potrebbero non trovare riscontro nella certificazione fiscale.

Il secondo riguarda le operazioni già certificate rispetto ai dati dichiarati ai fini del reddito d’impresa.

Su questo secondo versante interviene il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 271072 del 5 ottobre 2026: il controllo interessa le fatture elettroniche e i corrispettivi telematici del periodo d’imposta 2023, confrontati con i dati dei quadri RF, RG e LM del modello Redditi 2024.

Si tratta di verifiche diverse: un’operazione potrebbe essere stata regolarmente documentata e gestita ai fini IVA, ma essere stata esclusa per errore dalla determinazione del reddito.

Uno scostamento non equivale automaticamente a evasione

Le differenze devono essere ricostruite considerando le caratteristiche dell’attività e il regime fiscale applicato.

Tra gli elementi da esaminare rientrano gli incassi relativi a fatture di periodi precedenti, gli acconti, i resi, gli storni, le note di credito e le differenze temporali tra pagamento, emissione del documento e registrazione contabile.

Occorre inoltre evitare duplicazioni nel conteggio delle operazioni documentate sia da documento commerciale sia da fattura.

Queste circostanze possono spiegare una discrepanza, ma devono essere dimostrate attraverso documenti e riconciliazioni puntuali.

Attenzione: incassi, ricavi e reddito sono grandezze diverse

Il totale dei pagamenti ricevuti non coincide necessariamente con i ricavi fiscalmente rilevanti nello stesso anno. A loro volta, i ricavi non coincidono con il reddito imponibile, che dipende dalle regole del regime applicato.

Per le imprese in contabilità ordinaria assume rilievo il principio di competenza; nei regimi fondati sulla cassa occorre verificare gli incassi e le specifiche regole applicabili.

Anche l’IVA richiede attenzione. Un pagamento di 122 euro, relativo a un’operazione soggetta all’aliquota del 22%, comprende 100 euro di imponibile e 22 euro d’imposta: confrontarlo direttamente con un ricavo di 100 euro genererebbe una differenza apparente.

Analogamente, l’accredito bancario può essere inferiore alla transazione POS per effetto delle commissioni trattenute dall’operatore. Il pagamento del cliente, la commissione e l’accredito devono quindi essere distinti.

Cosa fare quando arriva la comunicazione

La lettera di compliance segnala una possibile anomalia e consente di fornire chiarimenti o correggere gli errori effettivamente commessi. Non è, di per sé, un avviso di accertamento.

Il primo passo consiste nell’acquisire la comunicazione completa e i relativi dettagli, verificando periodo d’imposta, documenti e importi interessati.

Successivamente occorre predisporre un prospetto che colleghi pagamenti, fatture, corrispettivi, contabilità e dichiarazione, spiegando ogni differenza rilevante.

Per le comunicazioni disciplinate dal provvedimento del 5 ottobre, i chiarimenti devono essere trasmessi attraverso le modalità indicate nella lettera: la PEC utilizzata dall’Agenzia per l’invio non è abilitata a ricevere risposte.

Se l’errore è confermato, la correzione deve riguardare tutti gli effetti

La regolarizzazione dipende dalla violazione riscontrata.

Una fattura già emessa e correttamente trattata ai fini IVA, ma omessa nella determinazione del reddito, richiede interventi diversi rispetto a un’operazione mai certificata.

Devono quindi essere valutate le eventuali correzioni delle dichiarazioni, le maggiori imposte, gli interessi e le sanzioni ridotte mediante ravvedimento operoso, verificandone condizioni e misura. Per i soggetti interessati, vanno considerati anche gli eventuali effetti contributivi e sull’IRAP.

Il presidio più efficace è una verifica periodica

Per imprese e studi professionali è opportuno organizzare riconciliazioni periodiche tra pagamenti elettronici, documenti fiscali e contabilità, completandole con il raccordo ai dati dichiarati.

Una contabilità ordinata deve consentire di ricostruire ogni operazione e di spiegare le differenze. È questa capacità di documentazione che permette di rispondere con precisione alle segnalazioni e di intervenire tempestivamente sulle omissioni effettive.

Hai un’attività o stai pensando di aprirne una?Tra scadenze, contabilità e adempimenti fiscali, le domande possono esser...
22/10/2026

Hai un’attività o stai pensando di aprirne una?

Tra scadenze, contabilità e adempimenti fiscali, le domande possono essere tante. Avere un commercialista con cui confrontarsi aiuta a fare chiarezza e a prendere decisioni più consapevoli.

Affianchiamo professionisti e imprese nella gestione fiscale e contabile della loro attività.

Se stai cercando un supporto per la tua attività, scrivici o telefonaci e parleremo delle tue esigenze.

📍 Studio Marcianò | Studio Commercialista a Roma

📌 ISCRO 2026: REQUISITI, IMPORTI E SCADENZAL’ISCRO, Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, è un s...
09/10/2026

📌 ISCRO 2026: REQUISITI, IMPORTI E SCADENZA

L’ISCRO, Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, è un sostegno INPS per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata che hanno subito una significativa riduzione del reddito. La misura è strutturale dal 2024.

👥 A CHI SPETTA

Ai professionisti che esercitano abitualmente un’attività di lavoro autonomo, anche in forma associata o in regime forfettario, e rispettano tutte le condizioni previste.

📊 REQUISITI REDDITUALI PER IL 2026

Il reddito di lavoro autonomo del 2025 deve rispettare entrambe queste condizioni:

• non superare 12.749,18 euro;
• essere inferiore al 70% della media dei redditi di lavoro autonomo del 2023 e del 2024.

👉 Esempio: con una media dei redditi 2023–2024 di 15.000 euro, il reddito 2025 deve essere inferiore a 10.500 euro.

Il confronto riguarda il reddito professionale, non il fatturato. Si considerano i redditi dichiarati nei quadri RE, RH o LM; sono esclusi dal calcolo quelli da lavoro dipendente, parasubordinato e da partecipazione a impresa.

✅ ALTRI REQUISITI

• Partita IVA attiva da almeno 3 anni, alla data della domanda, per l’attività che ha determinato l’iscrizione alla Gestione Separata.
• Regolarità dei versamenti contributivi.
• Assenza di pensione diretta e di iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie.
• Non essere beneficiari dell’Assegno di Inclusione durante la fruizione dell’ISCRO.
• Autocertificazione dei redditi richiesti, se non già disponibili all’INPS.

💶 QUANTO SPETTA

Per il 2026 l’indennità mensile va da un minimo di 255,53 euro a un massimo di 817,69 euro.

L’importo si calcola applicando il 25% alla metà della media dei redditi professionali del 2023 e del 2024, nel rispetto dei limiti indicati.

👉 Esempio: con una media di 6.000 euro, il calcolo è 6.000 ÷ 2 × 25% = 750 euro mensili.

📆 DURATA E DECORRENZA

L’ISCRO viene corrisposta per 6 mesi, con decorrenza dal giorno successivo alla presentazione della domanda.

Non può essere richiesta nei due anni successivi a quello di inizio della fruizione: chi ne ha beneficiato nel 2024 o nel 2025 non può accedervi nel 2026, anche se è decaduto prima di ricevere tutte le mensilità.

⚠️ INCOMPATIBILITÀ E DECADENZA

La prestazione è incompatibile con pensioni dirette, NASpI, DIS-COLL, ALAS, indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo e cariche elettive o politiche remunerate oltre il solo gettone di presenza.

Il diritto decade in caso di chiusura della partita IVA, pensionamento diretto, iscrizione ad altra previdenza obbligatoria o percezione dell’Assegno di Inclusione.

📝 ASPETTI DA RICORDARE

• L’indennità concorre alla formazione del reddito.
• Non dà diritto a contributi figurativi.
• I beneficiari sono tenuti a partecipare a percorsi di aggiornamento professionale.
• I requisiti reddituali sono verificati dall’INPS con l’Agenzia delle Entrate.

⏰ DOMANDA ENTRO IL 31 OTTOBRE 2026

La richiesta può essere presentata attraverso il servizio online INPS, tramite patronati e intermediari abilitati oppure mediante Contact Center: 803 164 da rete fissa o 06 164 164 da cellulare.

Il termine ordinario indicato dall’INPS per la definizione del procedimento è di 30 giorni.

📩 Lo Studio è a disposizione per verificare i requisiti e fornire assistenza nella presentazione della domanda al seguente numero 065200715

Costruire l’Impresa del Futuro
02/10/2026

Costruire l’Impresa del Futuro


La tassa di vidimazione libri sociali è un tributo annuale (Tassa di Concessione Governativa) dovuto entro il 16 marzo d...
16/03/2026

La tassa di vidimazione libri sociali è un tributo annuale (Tassa di Concessione Governativa) dovuto entro il 16 marzo di ogni anno da tutte le società di capitali (S.r.l., S.p.A., S.a.p.a.). Serve a rendere legali, autentici e inalterabili i libri sociali obbligatori — come il libro soci, verbali assemblee o CDA — garantendo la trasparenza contabile.

Sostituisce la tassa di concessione governativa singola per la bollatura e numerazione iniziale delle pagine dei registri.

L'importo è di 309 euro e 87 centesimi oppure 516 euro e 46 centesimi.

Il pagamento avviene tramite modello F24 con codice tributo 7085.

Collegamento RT-pos in cerca di certezzedi Alessandro BonuzziPer tutti gli esercenti dotati di almeno un registratore te...
14/01/2026

Collegamento RT-pos in cerca di certezze
di Alessandro Bonuzzi
Per tutti gli esercenti dotati di almeno un registratore telematico (RT), l’anno 2026 porta con sé un nuovo adempimento. Si tratta dell’obbligo di collegare i RT con i pos presenti in negozio.
Il provvedimento n. 424470/E/2025 ha stabilito che:
il collegamento RT-pos non è fisico;
non è necessario aggiornare o sostituire i RT;
il collegamento consiste in un abbinamento via web da effettuare all’interno dell’Area riservata del portarle Fatture e corrispettivi dell’esercente attraverso una nuova funzionalità.
L’obbligo decorre dal 1° gennaio 2026, tuttavia, lo stesso potrà essere operativo solo nei primi giorni del mese di marzo 2026, quando sarà rilasciata da parte dell’Agenzia delle Entrate la nuova funzionalità. Da quella data si avranno 45 giorni di tempo per abbinare tutti i pos con i RT presenti; invero, tale scadenza vale per i pos già disponibili nel mese di gennaio 2026. Per i pos a disposizione decorso il mese di gennaio 2026, il collegamento dovrà essere effettuato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità del pos ed entro l’ultimo giorno lavorativo di tale mese (quindi, per un pos disponibile dal 5 febbraio 2026, il collegamento dovrà essere effettuato a partire dal 6 aprile 2026 ed entro il 30 aprile 2026).
Ne deriva che il nuovo obbligo scatterà effettivamente al più presto verso la metà del mese di aprile 2026. Nel frattempo, l’esercente deve “limitarsi” a indicare nel documento commerciale la corretta modalità di pagamento: in contanti o con strumento elettronico. L’auspicio è che l’Agenzia delle Entrate intervenga anzitempo al fine di fornire gli opportuni chiarimenti ai molteplici dubbi che stanno emergendo in questo primo periodo di vigenza della disciplina, ancorché di fatto sospesa.
Tra le incertezze palesate dagli esercenti, ad esempio, vi è quella circa l’obbligatorietà del collegamento con il RT anche per il pos utilizzato solo per incassare vendite certificate con fattura e non con documento commerciale. Al riguardo, si deve rilevare che sulla base delle disposizioni ad oggi conosciute l’obbligo di abbinamento parrebbe valere per tutti i pos utilizzati per il pagamento dei corrispettivi e quindi anche per i pos utilizzati solo o anche per l’incasso di corrispettivi da fatture e, pertanto, non soggetti all’obbligo di registrazione e trasmissione a mezzo del RT.
Un altro dubbio sul tema espresso specificamente dalle farmacie riguarda l’incasso mensile della distinta dell’autorità sanitaria locale. Siccome l’accredito della somma avviene generalmente a mezzo bonifico, la corretta modalità di pagamento da indicare nel documento commerciale dovrebbe essere con strumento elettronico. Peraltro, il gestionale di alcune farmacie propone come modalità di pagamento alternative “pos” e “pagamento elettronico”; in tal caso, a maggior ragione, si dovrebbe ritenere corretta la modalità “pagamento elettronico”.
In merito alla modalità di pagamento, occorre poi considerare la decorrenza dell’aspetto sanzionatorio. L’art. 2, comma 3, D.Lgs. n. 127/2015, prevede che dal 1° gennaio 2026 debbano essere memorizzati e trasmessi unitamente ai dati dei corrispettivi anche i dati dei pagamenti elettronici. Pertanto, fin dall’inizio del 2026, vige l’obbligo di rilevare e inviare i dati di pagamento elettronico, con la conseguenza che anche l’omissione o l’errata trasmissione di tali dati è punita con la sanzione amministrativa pari a 100 euro per ciascuna violazione che non abbia inciso sulla corretta liquidazione dell’IVA, entro un massimo di 1.000 euro mensili.
In altri termini, sulla base del nuovo quadro normativo, la non corretta indicazione della modalità di pagamento (contanti anziché pos) rappresenterebbe una violazione sanzionabile già dal 1° gennaio 2026, perfino laddove l’errore sia dovuto a un cambio di volontà del cliente (interrogazione parlamentare n. 5-04808 del 16 dicembre 2025 in Commissione Finanze alla Camera). Nelle ipotesi in cui sia tempestivamente riscontrata la non corretta indicazione del mezzo di pagamento utilizzato è possibile procedere all’annullamento del documento commerciale con l’indicazione errata della modalità di pagamento.

Indirizzo

Via Fulvio Tomassucci, 21
Rome
00144

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