24/05/2023
MONEY.IT
Usa in default o no? 5 possibili scenari sulla crisi del debito
Violetta Silvestri
24 Maggio 2023 - 11:33
Come finirà lo stallo Usa sul tetto al debito? Ci sono 5 scenari possibili secondo un esperto, tutti portatori di turbolenze e scosse economiche e finanziarie per gli Stati Uniti e per il mondo.
Fiato sospeso negli Usa e nei mercati mondiali per la questione della crisi del debito: il default è sempre più vicino, mentre le ultime novità raccontano di progressi su un accordo per innalzare il tetto di indebitamento che, però, non sono giunti a conclusioni concrete.
Edward Harrison, su Bloomberg, vede 5 scenari possibili per la più grande potenza economica, con potenziali turbolenze finanziarie in tutti i casi esaminati.
Qual è il disaccordo di base che ancora tiene lontani democratici e repubblicani? Il nodo sono i tagli alla spesa: i dem danno la colpa dei deficit ai tagli fiscali approvati sotto George W. Bush e Donald Trump, mentre i repubblicani additano l’amministrazione Biden di aver aumentato la spesa a dismisura con misure da rivedere perché troppo onerose per il deficit.
Poiché i repubblicani non imporranno nuove tasse, l’unico modo per arrivare a un accordo senza un default è trovare l’intesa sulla riduzione della spesa. Gli ultimi negoziati “disperati” riguardano proprio l’entità di questi tagli: quando attivarli, in quale voce e di quanto? Sono domande alle quali trovare risposte il prima possibile.
Con un avvertimento, secondo Harrison: l’accordo comporterà un freno fiscale su un’economia statunitense in rallentamento, qualunque cosa accada. E questo significa rischio di ribasso per azioni e obbligazioni non governative in quasi tutti i casi. L’esperto ha indicato 5 scenari di epilogo di questa vicenda così drammatica per la finanza globale. Con l’opzione default Usa ancora sul tavolo.
1. Governo razionale
Lo scenario più favorevole e che non prevede default è quello che Harrison chiama lo scenario del “governo razionale”: l’accordo viene elaborato ben prima che i mercati possano crollare definitivamente.
Da segnalare, comunque, che in questa prospettiva ci sarà stata un’intesa sulla riduzione della spesa, il che significa anche che si innescherà un freno fiscale che accelera il tuffo nella recessione, facendo sì che le azioni tornino a testare i minimi e che le obbligazioni non governative cadano.
2. Il lampo di McCarthy
Il secondo scenario senza default è quello soprannominato da Harrison “McCarthy Blinks”, ovvero un lampo all’ultimo minuto da parte del presidente della Camera, repubblicano, che arriva all’intesa.
Questo è il caso in cui si prevede che negoziati troveranno un’intesa solo al limite di tempo massimo, ottenendo però un accordo che non è particolarmente problematico per la crescita economica a breve termine.
D’altra parte, secondo Harrison, se McCarthy va nel panico per un default e riesce a ottenere solo un accordo con tagli minimi a breve termine, i mercati tireranno un sospiro di sollievo. Ciò significherebbe un impatto zero sull’attuale traiettoria economica e di conseguenza avremmo un rally di sollievo. McCarthy potrebbe ottenere un accordo del genere alla Camera? Non è chiaro. Ma se riuscisse, sarebbe il risultato migliore per le azioni e le obbligazioni non governative, mentre lascerebbe i Treasury esposti a un maggiore rischio futuro di rialzo dei tassi.
3. Il caso base
Il terzo scenario descritto da Harrison è il cosiddetto “caso base”. Si arriva a un accordo all’ultimo minuto, ma con alcuni tagli alla spesa a breve e medio termine che inizieranno a farsi sentire anche prima delle elezioni presidenziali del 2024.
Anche se ciò potrebbe non essere ottimale per le possibilità di rielezione di Biden, non dovrebbe comunque portare gli Stati Uniti a un default, se l’intesa sarà moderatamente restrittiva.
4. Nessun accordo al 1 giugno
Questo scenario è uno dei più probabili secondo Harrison: sono troppe le divisioni tra democratici e repubblicani e la data X, ovvero il 1 giugno, è davvero vicina. Arrivare a quel giorno senza un’intesa è uno scenario possibile.
Con quali conseguenze? Secondo l’esperto, i mercati reagiranno sicuramente perché, anche se gli Stati Uniti non andranno in default sui Treasuries, ci sarà un blocco immediato e improvviso della spesa che può spingere immediatamente l’economia in una profonda recessione.
Le azioni scenderanno, le obbligazioni ad alto rendimento crolleranno di valore, il credito si bloccherà e probabilmente costringerà la Fed ad aggiungere liquidità per mantenere i mercati funzionanti.
Una manciata di legislatori progressisti sta esortando Biden a ignorare semplicemente il tetto del debito se la data X arriva senza un accordo. Sostengono che poiché il 14° emendamento alla Costituzione afferma che “la validità del debito pubblico, autorizzato dalla legge... non deve essere messa in discussione”, il governo degli Stati Uniti ha il dovere di pagare quel debito anche se un accordo sul tetto non può essere raggiunto.
Questa, però, è un’area legalmente oscura per Harrison, così come lo sono i potenziali rimedi quali coniare una moneta di platino da trilioni di dollari o dare la priorità a quali fatture pagare.
A ogni modo, il governo si troverà in una situazione anomala e dovrà limitare drasticamente la spesa e alla fine la Corte Suprema - un organo ideologicamente diviso - si troverà a decidere sulla questione. I mercati crolleranno, incluso forse il mercato dei titoli di Stato.
Ovviamente, la situazione sarà anche peggiore senza un quattordicesimo emendamento o una moneta di platino. L’oro avrà un potere molto più alto come rifugio dalla valuta fiat. “Non sarei sorpreso se vedessimo corse agli sportelli mentre le persone cercano il bene più sicuro che conoscono, i contanti”, ha evidenziato Harrison.
5. L’Armageddon
Infine, c’è il tanto temuto “scenario Armageddon”. Questo è il momento in cui Washington rimane così ideologicamente divisa da non riuscire a mettersi d’accordo sull’innalzamento del tetto del debito anche dopo il crollo dei mercati.
Ciò significa una profonda recessione, al limite della depressione mentre le azioni e l’alto rendimento entrano in caduta libera e le corse agli sportelli proliferano.
Ovviamente, bastano pochi giorni o una settimana e il danno è fatto: per l’economia statunitense, i mercati degli asset, il dollaro Usa come valuta di riserva affidabile e per i titoli del Tesoro, come qualsiasi tipo di rifugio sicuro. È una prospettiva davvero spaventosa, ha concluso Harrison.