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12/09/2026

POS e registratori telematici: la nuova tolleranza del 5 per cento

10 Settembre 2026
di Laura Mazzola


La nuova soglia di tolleranza del 5% per i corrispettivi telematici mira a distinguere gli scostamenti tecnici tra POS e registratore telematico dalle irregolarità sostanziali. La franchigia opera sul numero delle operazioni, non sugli importi, e consente di escludere le sanzioni quando il disallineamento resta entro il limite fisiologico previsto. Restano invece fuori dalla tolleranza le omissioni che incidono sulle liquidazioni IVA.

L’introduzione di una soglia di tolleranza del 5% per la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri rappresenta un tassello importante nel processo di integrazione tra registratori telematici e sistemi di pagamento elettronico.

Il Legislatore ha preso atto del fatto che, in un flusso completamente digitalizzato, piccoli scostamenti tra quanto “vede” il POS e quanto viene memorizzato e trasmesso ai fini fiscali possono essere “fisiologici” e non necessariamente indice di evasione o irregolarità sostanziale.

Il quadro di riferimento è quello ridisegnato dalla Legge di bilancio per il 2025, che ha modificato l’art. 2, D.Lgs. n. 127/2015, imponendo, dal 1° gennaio 2026, la piena integrazione tra il processo di registrazione dei corrispettivi e quello di pagamento elettronico. Lo strumento hardware o software con cui sono accettati i pagamenti elettronici (tipicamente il POS o l’app di incasso) deve essere costantemente collegato al registratore telematico o alla soluzione software omologata, in modo da consentire la memorizzazione puntuale dei corrispettivi e la trasmissione aggregata, giornaliera, dei relativi dati unitamente ai pagamenti elettronici incassati. Ne deriva un sistema “chiuso”, nel quale gli incassi tramite carte e strumenti digitali dovrebbero, in teoria, corrispondere perfettamente alle operazioni memorizzate a fini IVA.

In questo contesto interviene il c.d. Decreto correttivo “Omnibus”, D.Lgs. 148/2026, che modifica, con l’art. 33, sia il D.Lgs. n. 471/1997 sia il nuovo D.Lgs. n. 173/2024 (Testo unico delle sanzioni tributarie), introducendo una franchigia specifica per le discrasie tra operazioni pagate con strumenti elettronici e pagamenti effettivamente accettati. La logica è chiara: se lo scostamento tra il numero delle operazioni con pagamento elettronico registrate e memorizzate ai fini dei corrispettivi giornalieri e il numero dei pagamenti elettronici effettivamente transitati sui circuiti non supera il 5%, la sanzione non si applica. La tolleranza è quindi espressa in termini di “numero di operazioni” e non di ammontare economico, ed è parametrata a una percentuale considerata fisiologica per errori tecnici, disallineamenti di sistema, annulli e storni.

La soglia di tolleranza opera, in particolare, in 2 ambiti:

da un lato, rileva rispetto alle sanzioni per omessa, tardiva o infedele trasmissione dei dati dei corrispettivi e dei pagamenti elettronici, nelle ipotesi in cui l’irregolarità non incida sulle liquidazioni IVA: in questi casi, la disciplina ordinaria prevede una sanzione fissa per ciascuna trasmissione errata o omessa, con tetto massimo trimestrale. Il Correttivo stabilisce che, ove il disallineamento tra operazioni registrate e pagamenti elettronici accettati resti entro il 5%, tale sanzione non scatta;
dall’altro lato, la medesima franchigia viene richiamata in relazione alle sanzioni accessorie previste dall’art. 12, D.Lgs. n. 471/1997 (e dalle corrispondenti norme del nuovo Testo Unico), applicabili nei casi di violazioni ripetute degli obblighi di certificazione dei corrispettivi: anche qui, la clausola di salvaguardia consente di non arrivare a misure drastiche in presenza di scostamenti marginali e non sistematici.
È importante sottolineare che la tolleranza riguarda esclusivamente lo scostamento quantitativo tra operazioni “contate” dal sistema di memorizzazione e pagamenti elettronici effettivi. Non si tratta, quindi, di un condono implicito su possibili differenze negli importi, né di una soglia al di sotto della quale diventa indifferente l’omessa certificazione di parte del giro d’affari.

Inoltre, la stessa impostazione normativa e i primi commenti di prassi mettono in luce come la franchigia non trovi applicazione nelle ipotesi in cui l’errore o l’omissione incida sulle liquidazioni IVA, ossia quando il disallineamento abbia un riflesso diretto sul tributo dovuto. In quei casi, continua a operare la disciplina ordinaria, con recupero dell’imposta, interessi e sanzioni piene.

Da tale novità deriva, pertanto, che, in presenza di rilievi fondati esclusivamente su differenze minime tra dati POS e corrispettivi trasmessi, il contribuente può far valere l’esistenza della franchigia normativa, verificando concretamente se lo scostamento rientra entro il 5% delle operazioni considerate. Diventa, quindi, utile dotarsi di reportistiche che consentano di confrontare, per ciascun periodo, il numero di transazioni elettroniche contabilizzate dai circuiti di pagamento con il numero di operazioni memorizzate e trasmesse dai registratori telematici.

In definitiva, la soglia di tolleranza per la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri si inserisce in una strategia di modernizzazione del sistema dei controlli, che mira a distinguere le irregolarità di natura meramente tecnica dai comportamenti realmente evasivi.

05/09/2026

🏠 BONUS CASA – CONTRIBUTO DI € 500 PER GLI OPERAI EDILI

La Cassa Edile di Messina informa i propri operai iscritti che la Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili (CNCE) ha istituito il Bonus Casa, una prestazione straordinaria destinata a sostenere le spese relative all’abitazione principale.

💶 CONTRIBUTO UNA TANTUM: € 500

Il contributo sarà riconosciuto ai primi 15.000 beneficiari del sistema delle Casse Edili/Edilcasse che completeranno correttamente la procedura di registrazione online, ottenendo il relativo numero di protocollo telematico.

📅 QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA

La registrazione sarà possibile a partire da mercoledì 16 settembre 2026 ore 19:00, attraverso il portale dedicato:

👉 https://bonuscasa.cnce.it

⚠️ ATTENZIONE: si tratta di un “CLICK DAY”. Le richieste saranno accolte secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino al raggiungimento del limite massimo di 15.000 domande.

✅ CHI PUÒ RICHIEDERE IL BONUS
La prestazione è rivolta agli operai che:

⚫️abbiano un contratto - di cui siano intestatari o al massimo cointestatari - di affitto ad uso abitativo o di mutuo per l’acquisto della prima casa, regolarmente registrato in Italia;
⚫️abbiano il contratto di affitto o mutuo attivo al 16 settembre 2026;
⚫️siano attualmente in forza e abbiano almeno una mensilità dichiarata e coperta da versamento nel periodo settembre 2025 – luglio 2026.

📱 COSA PREPARARE PRIMA DELLA REGISTRAZIONE

Per evitare errori e ritardi, si raccomanda di:

1️⃣ verificare preventivamente il possesso del requisito contributivo;

2️⃣ avere a disposizione i propri dati e inserirli con la massima attenzione;

3️⃣ tenere a portata di mano il proprio telefono cellulare, sul quale verrà inviato - via SMS - un codice OTP per la verifica;

4️⃣ selezionare correttamente la Cassa Edile presso la quale si è stati denunciati nel periodo settembre 2025 – luglio 2026;

5️⃣ conservare il numero di protocollo telematico rilasciato al termine della procedura.

📩 DOPO LA REGISTRAZIONE

In caso di esito positivo della verifica da parte della Cassa Edile di riferimento, il lavoratore riceverà un SMS con la richiesta di presentare allo sportello o inviare via mail, entro 5 giorni lavorativi, copia del contratto di affitto o di mutuo completo degli estremi di registrazione.

📌 Per maggiori informazioni, di seguito la documentazione ufficiale CNCE da consultare:

🔗 Portale per la registrazione: https://bonuscasa.cnce.it

📄 Regolamento Bonus Casa:https://www.cnce.it/wp-content/uploads/2026/07/1.-Procedura_Operativa_BonusCasa_v1.pdf

📘 Guida alla registrazione per i lavoratori:https://www.cnce.it/wp-content/uploads/2026/07/2.-BonusCasa_Guida-lavoratori_v1.pdf

❓ FAQ:https://www.cnce.it/wp-content/uploads/2026/09/20260908_FAQ_Bonus_Casa_ufficiale_.pdf

🏗 La Cassa Edile di Messina rimane comunque a disposizione per eventuali chiarimenti allo 090-9025100.

07/08/2026

📢 Chiusura estiva dello Studio

Informiamo i gentili Clienti che lo Studio rimarrà chiuso per ferie dal 10 agosto al 30 agosto 2026 compresi.

⏳ Prima di goderci un po’ di meritato riposo… stringiamo i denti per l’ultima scadenza del 20 agosto! 💪 Sappiamo che il Fisco non va mai in vacanza, ma noi torneremo più carichi che mai.

📞 Per eventuali urgenze, sarà possibile contattare il numero personale del Commercialista.

Auguriamo a tutti delle splendide vacanze, ricche di relax, mare e… meno scadenze possibili! ☀️🌊

05/08/2026

Via libera dall'Assemblea Regionale Siciliana alla sanatoria sui tributi regionali non versati fino al 31 dicembre 2025.

I contribuenti avranno tempo fino al 31 ottobre per regolarizzare la propria posizione pagando solo la quota capitale.

Coinvolti anche i canoni degli stabilimenti balneari e i Comuni in dissesto.

16/06/2026

Saldo 2025 e I° acconto 2026 delle imposte

16 Giugno 2026
di Alessandro Bonuzzi


Le scadenze per il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 variano in base alla tipologia di contribuente. Per i soggetti ISA il termine è prorogato al 20 luglio 2026, mentre per privati e soggetti non ISA resta il 30 giugno, con possibilità di versamento differito mediante maggiorazione.
Visualizza l’infografica dell’articolo

Il versamento del saldo 2025 e della prima rata dell’acconto 2026 delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2025 deve essere effettuato:

entro il 30 giugno 2026 oppure entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40% dai contribuenti privati e da tutti i soggetti non ISA;
entro il 20 luglio 2026 oppure entro il 20 agosto 2026 con la maggiorazione raddoppiata dello 0,80% dai soggetti ISA, ivi compresi i soci di società trasparenti soggette ISA, i collaboratori familiari e gli associati di associazioni e studi professionali sempreché l’imprenditore o l’ente sia un soggetto ISA, nonché dai contribuenti minimi e forfettari.
Per soggetto ISA deve intendersi il contribuente che rispetta entrambe le seguenti condizioni:

esercita attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), di cui all’art. 9-bis D.L. n. 50/2017;
dichiara ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo Decreto di approvazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze (pari a 5.164.569 euro);
a nulla rilevando la presenza di una causa di esclusione dagli ISA (ad esempio, inizio o cessazione attività oppure non normale svolgimento dell’attività).

Si ricorda che la proroga al 20 luglio si è resa necessaria per il fatto che l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato il software “Il tuo ISA 2026 CPB” solo il 13 maggio scorso, ben oltre la data del 15 aprile stabilita dall’art. 9-bis D.L. n. 50/2017, per la messa a disposizione del contribuente degli strumenti informatici. Peraltro, sul punto, si rileva come la Legge n. 88/2026 abbia poi inserito al richiamato art. 9-bis il comma 5-ter, sulla base del quale per il 2026 i programmi informatici di ausilio alla compilazione e alla trasmissione dei dati dichiarati con il modello ISA dovevano essere resi disponibili entro il 15 maggio 2026, in luogo del 15 aprile 2026.

L’imminente appuntamento col Fisco riguarda le imposte emergenti dalla dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta 2025 e segnatamente:

l’IRPEF e addizionali, l’IRES e l’IRAP (ivi comprese le imposte sostitutive da Concordato Preventivo Biennale nonché la maggiorazione dovuta dalle società di comodo);
la cedolare secca;
l’IVIE, l’IVAFE e l’imposta sulle cripto-attività;
l’imposta sostitutiva dovuta dai minimi e forfettari;
l’IVA dovuta sui maggiori ricavi o compensi dichiarati per migliorare il proprio profilo di affidabilità in base agli ISA.
Le scadenze del 30 giugno e del 20 luglio trovano altresì applicazione per il versamento del saldo 2025 e della prima rata dell’acconto 2026 dei contributi INPS dovuti dagli artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle rispettive Gestioni, nonché del diritto annuale per l’iscrizione al Registro Imprese.

Infine, resta fermo che, per le società che approvano il bilancio entro il termine lungo di 180 giorni, la scadenza per il versamento delle imposte dipende dalla data di approvazione del bilancio, in quanto è fissata entro l’ultimo giorno del mese successivo all’approvazione (o al termine di approvazione). In particolare, le società con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare devono osservare i seguenti termini:

data di approvazione del bilancio entro il 31 maggio 2026 → termine per il versamento al 30 giugno 2026 o al 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40%;
data di approvazione del bilancio entro il 29 giugno 2026 → termine per il versamento al 31 luglio 2026 o al 31 agosto 2026 con la maggiorazione dello 0,40%;
data di approvazione del bilancio oltre il 29 giugno 2026 → termine per il versamento al 31 luglio 2026 o al 31 agosto 2026 con la maggiorazione dello 0,40%.
La data di effettiva approvazione del bilancio va comunicata al fisco mediante indicazione della stessa nel frontespizio del modello Reddito SC alla casella “Data bilancio/rendiconto/ o effetto fusione/scissione”.

25/05/2026

Riforma delle detrazioni per carichi di famiglia: nuove regole operative dal 2025

L’art. 1, comma 11, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di bilancio 2025) ha inciso in modo significativo sulla disciplina delle detrazioni IRPEF per carichi di famiglia prevista dall’art. 12 del TUIR, introducendo modifiche strutturali applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2025.

Le novità trovano diretta applicazione nei modelli dichiarativi 730/2026 e REDDITI PF 2026, che risultano conseguentemente aggiornati, in particolare nel prospetto dedicato ai familiari fiscalmente a carico.

1. Detrazioni per figli a carico: introduzione del limite anagrafico

A seguito della riforma, le detrazioni IRPEF per figli a carico spettano esclusivamente nelle seguenti ipotesi:

* figli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni, non disabili;
* figli di età pari o superiore a 21 anni con disabilità accertata ai sensi dell’art. 3 della Legge 104/1992, senza limiti di età.

Risulta quindi abolita la detrazione per i figli a carico non disabili con età pari o superiore a 30 anni. Sul punto, l’Agenzia delle Entrate (circ. 16 maggio 2025 n. 4, § 1.3) ha precisato che la detrazione spetta fino al mese precedente al compimento del trentesimo anno di età.

Resta invariato il principio per cui:

* non spettano detrazioni per figli di età inferiore a 21 anni, in quanto sostituite dall’assegno unico universale introdotto dal Decreto legislativo 230/2021;
* la condizione di familiare fiscalmente a carico prescinde dalla convivenza, dalla residenza (anche estera) e dalla condizione di studente o tirocinante.

Sono altresì confermate le ipotesi soggettive già riconosciute, tra cui figli naturali riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati.

2. Estensione ai figli del coniuge deceduto

La riforma introduce una specifica apertura, consentendo il riconoscimento della detrazione anche per i figli del solo coniuge deceduto, a condizione che risultino conviventi con il coniuge superstite.

3. Altri familiari a carico: restringimento del perimetro

Con riferimento ai familiari diversi dal coniuge non separato e dai figli, la modifica dell’art. 12, comma 1, lett. d), del TUIR ha comportato una significativa restrizione dell’ambito applicativo.

In particolare:

* le detrazioni spettano esclusivamente per gli ascendenti (genitori, nonni, bisnonni);
* è richiesto, quale requisito essenziale, il requisito della convivenza con il contribuente.

Sono pertanto escluse dalla detrazione le seguenti categorie, pur rientranti tra i soggetti indicati dall’art. 433 c.c.:

* coniuge separato;
* nipoti (discendenti dei figli);
* fratelli e sorelle;
* generi e nuore;
* suoceri.

Viene inoltre eliminata la precedente alternativa alla convivenza rappresentata dall’erogazione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

4. Nuova classificazione nei modelli dichiarativi

Le modifiche normative hanno determinato un adeguamento del prospetto “Familiari a carico” nei modelli dichiarativi 2026.

In particolare:

* gli ascendenti conviventi sono ora identificati con la lettera “G” e mantengono il diritto alla detrazione;
* gli altri familiari (contraddistinti dalla lettera “P”) non danno più diritto alla detrazione ex art. 12 TUIR, pur potendo rilevare ai fini di specifiche detrazioni o deduzioni per oneri, ove ne ricorrano i presupposti.

5. Nuovi limiti soggettivi: esclusione per contribuenti e familiari esteri

L’introduzione del nuovo comma 2-bis dell’art. 12 TUIR prevede ulteriori limitazioni, stabilendo che le detrazioni per carichi di famiglia non spettano:

* ai contribuenti che non siano cittadini italiani, dell’Unione europea o di Stati aderenti allo Spazio economico europeo;
* in relazione ai familiari residenti all’estero.

6. Considerazioni operative

La riforma segna un cambio di impostazione rilevante, orientato a:

* ridurre progressivamente l’ambito soggettivo delle detrazioni IRPEF per carichi familiari;
* concentrare il beneficio fiscale su nuclei familiari “stretti” e con requisiti più stringenti;
* rafforzare il coordinamento con strumenti di sostegno alternativi, quali l’assegno unico.

In sede dichiarativa, risulta quindi necessario un attento riesame delle posizioni familiari, al fine di verificare:

* la corretta spettanza delle detrazioni;
* la corretta classificazione dei familiari nei modelli dichiarativi;
* eventuali effetti sulla pianificazione fiscale complessiva del contribuente.

05/04/2026

In questo periodo di rinascita e nuovi inizi, desideriamo augurare a tutti voi una Pasqua serena, ricca di gioia, equilibrio e nuove opportunità.
Che queste festività portino energia positiva, chiarezza e successo nei vostri progetti.

🐣 Buona Pasqua da tutto il nostro studio! 🐣

20/01/2026

La rottamazione-quinquies è la nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Permette di estinguere debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 pagando solo il capitale residuo e alcune spese (ma senza interessi, sanzioni, mora e aggio di riscossione).

Online “Rottamazione-quinquies” sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione dei contribuenti!

Indirizzo

Oliveri
98060

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

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