20/04/2017
La Calcara (Fornace per la cottura di pietre calcaree)
Nel periodo romano come in quello medievale per le costruzioni si utilizzava il legante principe in assoluto, ossia la calce.
La calce non è altro che una pietra calcarea in genere ciottoli di fiumi cotta ad alte temperature.
Plinio ci racconta che la calce fu scoperta durante un incendio di un edificio in pietra calcarea ...li i romani capirono che la pietra cotta in alte temperature poteva essere un ottimo legante per creare insieme a pietrisco il.calcestruzzo delle costruzioni .
Le fornaci per le cotture delle pietre calcaree si trovavano in genere vicino ai fiumi ricchi appunto di pietre.
Erano edifici simili ai trulli .....le fondamenta scendevano per 4 o 5 metri sotto terra dove sorgeva la camera di cottura e dove i fuochisti mettevano le fascine che alimentavano la fornace che arrivava ai 1000 gradi dopo 3 giorni e molta fatica degli uomini e delle donne che vi lavoravano, si dice che in alcuni periodi interi villaggi partecipassero al duro lavoro della cottura.
Era molto facile che i lavoranti si ustionassero o si intossicassero per il forte odore di zolfo.
Uma volta che le pietre erano cotte diventavano dei panetti che venivano messi in acqua per 6 anni prima di essere utilizzati e così la calce cotta o viva si spegneva in acqua.
La calce spenta diventava un materiale pregiato per realizzare intonaci colorati ed anche pitture.
Ancora oggi chi volesse ottenere risultati di velatura e di trasparenza all'esterno in facciate storiche con la calce colorata può ottenere ottimi risultati molto duraturi .
Infatti la famosa velatura che per anni è stato il cavallo di battaglia di negozi di vernici e affini non era altro che un dilavamento della calce nelle facciate storiche, da questo fenomeno naturale è nata la velatura in tutte le sue accezioni.
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Fabio Cavalieri 3207065247
Maestro Restauratore d’arte
Ceramista
Consulente in prodotti per Belle arti e restauro
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Restauro S.O.S