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Studio Augello dott. Giovanni Studio Commerciale Tributario Lavoro

16/08/2026
17/07/2026

Restano tre giorni per effettuare al 20 luglio, senza maggiorazione, i versamenti di saldo 2025 e primo acconto 2026 per contribuenti ISA, forfetari e soggetti collegati. Il pagamento sarà ancora possibile fino al 19 agosto con la maggiorazione dello 0,80%

12/04/2026

𝗔𝗣𝗣𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗔𝗟 𝗩𝗢𝗧𝗢: 𝗜𝗟 𝗙𝗨𝗧𝗨𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗙𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗟𝗢 𝗦𝗖𝗥𝗜𝗩𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗜𝗡𝗦𝗜𝗘𝗠𝗘
Cari Colleghi,
siamo giunti alle battute finali di una campagna elettorale intensa. Tra pochi giorni saremo chiamati a una scelta che non riguarda solo i nomi di chi siederà nel prossimo Consiglio Nazionale, ma il modello stesso della nostra professione per i prossimi quattro anni.
In queste settimane abbiamo assistito a due modi opposti di intendere la Categoria.
Da una parte, chi ha scelto la via dell'autoreferenzialità. Chi rivendica "vantaggi incontrovertibili" ignorando l'aumento delle quote (anche per i giovani), il peso degli adempimenti 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗶 per il Fisco e l'occasione storica, che rischia di essere sprecata, di una Riforma che non blinda le nostre competenze esclusive. Chi rincorre fantasiose "proiezioni elettorali" per ostentare una finta invincibilità e chi, in un recente passato, non ha esitato a etichettare 𝗰𝗼𝗺𝗲 "sabotatori" i nostri stessi colleghi che esprimevano un legittimo dissenso.
Dall'altra parte, ci siamo noi. C'è "Unione dei Territori". Noi abbiamo scelto la strada dell'ascolto e della chiarezza, prendendo impegni precisi ed eticamente vincolanti su cui i nostri avversari hanno preferito far calare il silenzio.
Se ci accorderete la vostra fiducia, vi garantiamo che:
• 𝗦𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶: Rifiuteremo per tutto il mandato qualsiasi incarico professionale fiduciario proveniente dalla politica nazionale o dal Governo. Il Consiglio Nazionale deve rispondere solo ai Commercialisti.
• 𝗦𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶: Il bilancio del Consiglio Nazionale non sarà più un affare privato ratificato a porte chiuse, ma sarà sottoposto all'approvazione vincolante dell'Assemblea dei Presidenti territoriali.
• 𝗦𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶: assicuriamo lo svolgimento di un mandato pieno indipendentemente da qualsiasi sollecitazione, anche quelle provenienti dalle prossime elezioni politiche nazionali;
• 𝗗𝗶𝗳𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗼𝗴𝗴𝗶: Non aspetteremo che i pericoli diventino legge. Saremo sentinelle attive a difesa delle nostre esclusive economico-giuridiche, come abbiamo già fatto denunciando le insidie del DDL di riforma forense.
• 𝗜𝗹 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗮𝗿à 𝗦𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗖𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗼: Ribalteremo la piramide. I 𝟭𝟯𝟮 Ordini locali non saranno più considerati "feudi elettorali" da recintare, ma i veri protagonisti delle decisioni.
Un richiamo finale desideriamo farlo alla responsabilità individuale. Ci rivolgiamo pertanto direttamente a ciascuno dei circa 1.338 i Consiglieri degli Ordini territoriali chiamati alle urne. In queste ore decisive, non dimenticate mai che il voto è, e resta, un atto strettamente individuale. Ognuno di voi ha una responsabilità personale verso i colleghi che lo hanno eletto sul territorio. Non cedete all'idea che "i giochi siano già fatti" e non sentitevi in dovere di appiattirvi su maggioranze locali precostituite. Ciascuno di voi ha il potere di cambiare le cose. Qualsiasi contributo ha la sua rilevanza e nessuna espressione di voto va considerata inutile. Anche un solo voto libero, espresso per profonda convinzione e non per mero allineamento, può fare la differenza. Ogni voto è utile per costruire l’alternativa.
𝗜𝗹 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 è 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲: usatelo per dare alla nostra Categoria un voto "ben dato", e mai più un voto "bendato".
Il momento di unire le forze è 𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼.

13/03/2026

Onorato per l'opportunità di intervenire quale relatore in Audizione in Commissione Senato sul DDL 1434 in esame. Un momento vissuto con la consapevolezza di poter rendere un contributo alla collettività ed alla categoria professionale cui appartengo. Ringrazio chi mi ha coinvolto e dato fiducia. Forza A.N.C.

01/01/2026

📰 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗘𝗥𝗖𝗜𝗔𝗟𝗜𝗦𝗧𝗜: 𝗗𝗘𝗠𝗢𝗖𝗥𝗔𝗭𝗜𝗔, 𝗧𝗨𝗧𝗘𝗟𝗔 𝗘 𝗥𝗨𝗢𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗘𝗚𝗜𝗖𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗘𝗦𝗘

In una fase di profonde trasformazioni normative, economiche e istituzionali, il ruolo del sindacato torna centrale nel garantire equilibrio democratico e tutela reale dei colleghi.

È questo il cuore dell’intervento di Marco Cuchel, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, che ribadisce con chiarezza il valore dell’autonomia dell’azione sindacale come presidio indispensabile per il futuro della professione.

💬 «𝗟’𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗺𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗹𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼», afferma Cuchel, ricordando come rappresentare significhi dare voce agli iscritti, vigilare sui processi decisionali e difendere il diritto al dissenso.

📌 Il diritto alla salute del professionista e il diritto di astensione collettiva, oggi riconosciuti, sono il risultato concreto di un’azione sindacale coerente, libera e indipendente, portata avanti dall’ANC da oltre 75 anni.

In questo quadro si inserisce anche la riflessione di Mario Civetta, candidato alla presidenza del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che richiama la necessità di una governance partecipata, democratica e fondata sull’ascolto dei territori.

💬 «𝗜 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻’𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗶𝗺𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲», sottolinea Civetta, evidenziando il ruolo strategico della professione nel supporto alle imprese, agli enti locali e nell’attuazione delle politiche pubbliche, dal PNRR alla transizione digitale ed ecologica.

👉 Un confronto che va oltre la dimensione elettorale, e che pone al centro il modello di rappresentanza, di leadership e di democrazia interna richiesto oggi dalla categoria dei commercialisti.

18/12/2025

Care colleghe e cari colleghi,

dopo l’allarme lanciato il 1 novembre dalle pagine del quotidiano Italia Oggi sul trend negativo del bilancio del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, siamo costretti a tornare sulla questione, preoccupati di ciò che sta avvenendo.

Con la pubblicazione del bilancio preventivo 2026, emerge infatti che è stato effettuato un aggiornamento al preventivo 2025, che chiude con un disavanzo economico di € 𝟰.𝟯𝟬𝟳.𝟵𝟵𝟳,𝟯𝟳 rispetto agli originari preventivati € 2.587.200,00 e, anche per il 2026, il disavanzo economico viene ipotizzato di € 𝟮.𝟱𝟳𝟰.𝟮𝟬𝟬,𝟬𝟬, a dimostrazione del fatto che l’obiettivo di pareggio, priorità di un ente pubblico non economico, non è tra le finalità dell’attuale dirigenza. Una situazione che a nostro avviso continua a sollevare molti interrogativi non solo contabili, ma politici e di governance.

Già dal 2023 è emersa una controtendenza rispetto al passato, si registra infatti una differenza tra valore e costi della produzione di € -448.019,70 nel conto economico, e il relativo avanzo economico si mostra estremamente contratto, rispetto all’abituale, di € 332.510,95, controtendenza esplosa nel 2024 con un disavanzo economico di € 𝟵𝟱𝟲.𝟰𝟭𝟭,𝟬𝟬, cristallizzata con i due preventivi relativi al 2025 e 2026 sopra citati.

𝗗𝗜𝗦𝗔𝗩𝗔𝗡𝗭𝗢 𝗘𝗖𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗖𝗢

Disavanzo Economico 2024 € 𝟵𝟱𝟲.𝟰𝟭𝟭,𝟬𝟬
Disavanzo Economico 2025 € 𝟰.𝟯𝟬𝟳.𝟵𝟵𝟳,𝟯𝟳
Disavanzo Economico 2026 € 𝟮.𝟱𝟳𝟰.𝟮𝟬𝟬,𝟬𝟬

È palese che non siamo di fronte ad un incidente di percorso ma a un trend strutturale, effetto di scelte politiche finalizzate all’aumento esponenziale delle spese correnti, in particolare per gli organi dell’ente.

Gli aumenti dei costi non possono essere ricondotti principalmente agli importi erogati agli ordini come trasferimento straordinario di 7,7 milioni in tre anni, sterilizzati dalle maggiori entrate di pari importo, per effetto del maggior contributo richiesto alla base, con l’aumento delle quote; nemmeno ai congressi di categoria o campagne pubblicitarie, facilmente prevedibili ed effettuate ciclicamente. Tali aumenti vanno attribuiti pertanto al maggior costo degli organi dell’ente, passato complessivamente da € 𝟭.𝟱𝟲𝟰.𝟬𝟭𝟲,𝟬𝟬 del 2022 a € 𝟮.𝟵𝟮𝟵.𝟱𝟯𝟴,𝟬𝟬 del 2024 (ultimo consuntivo), per arrivare ad € 𝟯.𝟭𝟱𝟬.𝟬𝟬𝟬,𝟬𝟬 preventivati per il 2026, il tutto nel massimo silenzio, senza una nota di giustificazione.

𝗖𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗢𝗥𝗚𝗔𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗘𝗡𝗧𝗘

Anno 2022 € 𝟭.𝟱𝟲𝟰.𝟬𝟭𝟲,𝟬𝟬
Anno 2023 € 𝟮.𝟱𝟱𝟯.𝟬𝟱𝟬,𝟬𝟬
Anno 2024 € 𝟮.𝟵𝟮𝟵.𝟱𝟯𝟴,𝟬𝟬
Anno 2025 € 𝟯.𝟭𝟵𝟵.𝟭𝟬𝟬,𝟬𝟬
Anno 2026 € 𝟯.𝟭𝟱𝟬.𝟬𝟬𝟬,𝟬𝟬

È un paradosso: gli iscritti pagano di più, ma l’Ente produce disavanzi economici sempre maggiori.

È vero, abbiamo un avanzo degli anni precedenti tale da permetterci di coprire le perdite economiche prodotte, ma il patrimonio netto dell’ente si sta inesorabilmente depauperando, dovendo coprire i disavanzi del 2024-2025-2026, complessivamente di poco meno di € 𝟴.𝟬𝟬𝟬.𝟬𝟬𝟬,𝟬𝟬. Di questo passo, nell’arco dei prossimi 5 anni, il patrimonio sarà totalmente azzerato.

𝗣𝗔𝗧𝗥𝗜𝗠𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗡𝗘𝗧𝗧𝗢

Patrimonio Netto 2023 € 𝟮𝟭.𝟱𝟴𝟲.𝟯𝟱𝟭,𝟮𝟳
Patrimonio Netto 2024 € 𝟮𝟬.𝟲𝟮𝟵.𝟵𝟰𝟬,𝟰𝟰
Patrimonio Netto 2025 € 𝟭𝟲.𝟯𝟮𝟭.𝟵𝟰𝟯,𝟬𝟳
Patrimonio Netto 2026 € 𝟭𝟯.𝟳𝟰𝟳.𝟳𝟰𝟯,𝟬𝟳

Manca una visione complessiva, manca trasparenza nei criteri di programmazione e soprattutto manca condivisione. La categoria è di tutti e il CN la casa di ogni Collega, forse è bene ricordarlo!

Il nostro auspicio è che queste osservazioni siano oggetto di riflessione e di confronto all’interno dell’Assemblea degli Ordini che si terrà domani, occasione di incontro dalla quale, come sempre, le Associazioni saranno escluse.

Da ultimo, permettete un riferimento all’Informativa n. 159/2025 del Presidente del CNDCEC, rispetto alla quale si ritiene utile, nonché doveroso, fornire alcune puntualizzazioni di merito e di metodo. Informativa appresa dai social, pubblicata da qualche Consigliere nazionale, e mai ricevuta dall’Associazione o dal suo Presidente.

Sul piano istituzionale, esprimiamo non poca sorpresa per il tono e per il contenuto di una comunicazione che travalica il perimetro dell’informazione interna, per assumere carattere apertamente polemico e personale nei confronti del Presidente di un’Associazione.

Non è accettabile che un’informativa ufficiale di un ente pubblico venga utilizzata per stigmatizzare, lanciare accuse affrettate, se non scomposte e ipotizzare azioni di tutela rispetto alle valutazioni espresse da un’organizzazione sindacale rappresentativa, nell’esercizio della propria funzione di analisi e critica.

Il pluralismo e la libertà di espressione del pensiero sono valori costituzionalmente garantiti e tutelati e, di converso, il Codice Deontologico, impropriamente citato nel documento informativo in parola, impone ai vertici istituzionali di mantenere un comportamento improntato al rispetto reciproco e al confronto leale, anche di fronte a posizioni non coincidenti.

L’Informativa n. 159/2025, per formulazione e contenuto, presenta profili che ne evidenziano la natura impropriamente intimidatoria.

L’utilizzo di frasi quali: “non sarà accettato che si pongano dubbi infondati … interesse che sarà tutelato in tutte le sedi competenti”, è tipico di un linguaggio minaccioso. Dette frasi contengono un tono di diffida incompatibile con la neutralità istituzionale; termini quali “capzioso”, “fazioso”, “artatamente allarmistico”, non si limitano a voler confutare un dato, ma mettono in discussione la correttezza professionale e la buona fede del Presidente ANC.

In un contesto istituzionale, tali formule equivalgono a un abuso del canale comunicativo pubblico e rappresentano un tentativo di esercitare pressione, anche psicologica, nei riceventi e provocano un danno reputazionale nei confronti di un legittimo interlocutore.

Si tratta di un precedente pericoloso, che rischia di minare il principio stesso della naturale dialettica democratica nella rappresentanza della professione.

Sul piano dei risultati contabili, le dichiarazioni rese dall’ANC, in sede di intervista, si fondano su dati tratti dai documenti ufficiali del CNDCEC, non su illazioni.

Resta pertanto del tutto legittimo, se non doveroso, interrogarsi sui dati espressi nel Conto Economico, riconciliati con l’avanzo espresso sul Rendiconto Finanziario.

È utile ricordare che lo stesso D.P.R. 97/2003 prevede la tenuta contestuale della contabilità finanziaria e di quella economico-patrimoniale. Non può dunque essere definita come “fuorviante” un’analisi condotta su dati che la stessa normativa impone di rilevare e pubblicare.

Sul piano del confronto, si registra l’ennesimo rifiuto del Consiglio Nazionale, quale ente di vertice della professione, di adempiere al dovere di rispondere alle legittime domande della categoria con dati, non con diffide.

Attribuire carattere “capzioso” o “artatamente allarmistico” a un legittimo esercizio di critica, significa confondere la tutela dell’immagine con la negazione del confronto democratico.

L’ANC, malgrado il tentativo fortemente intimidatorio, sottolinea di non avere alcun interesse a generare allarmismi, ma rivendica con forza il diritto e il dovere di vigilare sull’uso delle risorse derivanti dai contributi obbligatori degli iscritti.

Il rispetto delle opinioni diverse non è un atto di cortesia, è una condizione fondante di qualsiasi rappresentanza.

L’ANC auspica, pertanto, che il Consiglio Nazionale voglia riportare la dialettica tra istituzioni e rappresentanza sindacale nel solco della reciprocità, della trasparenza e della responsabilità, evitando derive personalistiche o intimidatorie che nulla hanno a che vedere con la dignità della professione e l’esclusione selettiva da eventi di categoria o dinieghi di patrocinio a convegni tradizionalmente di alto profilo e di rilevanza nazionale.

Nel frattempo, l’Associazione proseguirà nel proprio ruolo di presidio critico e costruttivo.

Ritenendo di avere contribuito ad una visione più equilibrata, rispetto all’unica narrazione che avete avuto occasione di conoscere, auguro a tutte e a tutti di trascorrere Feste serene.

Marco Cuchel
Presidente ANC

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Naples
80143

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