01/06/2026
𝗖𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝗲 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼, 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗿𝗲𝘁𝗿𝗼𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶
Le nuove regole restrittive sul credito d’imposta per ricerca e sviluppo non possono essere applicate retroattivamente ai periodi d’imposta precedenti.
È questo l’orientamento che emerge sul fronte delle agevolazioni fiscali legate agli investimenti innovativi delle imprese.
Il tema riguarda soprattutto i criteri utilizzati dall’amministrazione finanziaria per distinguere le attività realmente innovative da quelle considerate ordinarie o prive dei requisiti richiesti dalla normativa.
𝗦𝘁𝗼𝗽 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗽𝗿𝗲𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗿𝗲𝘁𝗿𝗼𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲
Secondo gli orientamenti più recenti, eventuali criteri selettivi introdotti successivamente non possono penalizzare imprese che hanno usufruito del credito seguendo le regole vigenti al momento dell’investimento.
Il principio tutela l’affidamento del contribuente e garantisce maggiore certezza nei rapporti con il Fisco, soprattutto in un settore caratterizzato da continui cambiamenti interpretativi.
𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮
Le contestazioni riguardano spesso la qualificazione dei progetti finanziati. L’Agenzia delle entrate tende a verificare se le attività svolte presentino effettivi elementi di innovazione tecnologica oppure costituiscano semplici miglioramenti ordinari.
Per le imprese diventa quindi essenziale documentare in modo dettagliato ricerca, sviluppo, sperimentazione e contenuto innovativo dei progetti.
𝗘𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶
L’impossibilità di applicare criteri retroattivi può incidere significativamente sui contenziosi in corso e sugli atti di recupero emessi nei confronti delle aziende.
Resta comunque fondamentale la corretta predisposizione della documentazione tecnica e fiscale, elemento decisivo per dimostrare la spettanza del beneficio e difendersi in sede di verifica.