19/06/2026
📌 : PROROGA IN ARRIVO FINO AL 2029.
La Commissione Europea, con proposta del 17 giugno 2026, ha previsto la proroga dello split payment fino al 30 giugno 2029, confermando l'attuale perimetro soggettivo di applicazione.
Dal punto di vista fiscale la notizia non sorprende: il meccanismo ha dimostrato negli anni una concreta efficacia nel contrasto all'evasione IVA.
Dal punto di vista aziendale e finanziario, però, la proroga assume un significato ancora più rilevante.
Molte imprese che operano stabilmente con la Pubblica Amministrazione e con i soggetti interessati dalla scissione dei pagamenti avevano già iniziato a ragionare su uno scenario diverso: il ritorno all'incasso dell'IVA sulle fatture emesse.
Se lo split payment fosse cessato il 30 giugno 2026, numerose aziende avrebbero registrato un immediato incremento dei flussi finanziari in entrata, incassando anche l'imposta addebitata in fattura e riversandola successivamente in sede di liquidazione IVA periodica.
In altre parole, l'IVA sarebbe tornata a rappresentare una componente temporanea di liquidità aziendale.
La proroga fino al 2029 mantiene invece invariato l'attuale scenario:
✅ IVA non incassata sulle fatture soggette a split payment;
✅ minore disponibilità finanziaria immediata;
✅ maggiore probabilità di maturazione di crediti IVA strutturali;
✅ necessità di continuare a pianificare attentamente il capitale circolante.
Per molte società il tema non è soltanto fiscale ma soprattutto finanziario.
La gestione della tesoreria, la programmazione degli investimenti, il ricorso alle linee di credito e il monitoraggio dei flussi di cassa continuano a dover tenere conto dell'assenza dell'effetto finanziario derivante dall'incasso dell'IVA.
La proroga conferma quindi che lo split payment non è più soltanto uno strumento antievasione, ma un elemento strutturale della pianificazione finanziaria delle imprese che lavorano con il settore pubblico.
Per gli amministratori e i direttori finanziari la vera domanda non è se lo split payment funzioni sul piano fiscale, ma quanto incida oggi sul fabbisogno finanziario e sulla gestione del capitale circolante della propria azienda.