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🔢 Hai più attività? Attenzione al codice ATECO 🔢Un'attività può evolvere nel tempo: si aggiungono nuovi servizi, cambia ...
27/10/2026

🔢 Hai più attività? Attenzione al codice ATECO 🔢
Un'attività può evolvere nel tempo: si aggiungono nuovi servizi, cambia il modello di business oppure si inizia a svolgere un'attività diversa rispetto a quella iniziale.
In questi casi può essere necessario verificare se il codice ATECO associato alla propria posizione descriva ancora correttamente tutte le attività effettivamente svolte.
📌 Attività principale e attività secondarie
Quando vengono svolte più attività è possibile avere più codici ATECO.
Uno identifica l'attività principale, mentre gli altri possono essere associati alle attività secondarie esercitate.
La scelta deve riflettere ciò che viene effettivamente svolto e non soltanto l'attività dichiarata al momento dell'apertura della partita IVA.
➕ Quando può essere necessario aggiungere un codice?
Ad esempio, quando un'impresa o un professionista:
✔️ introduce stabilmente un nuovo servizio;
✔️ affianca una nuova attività a quella già esercitata;
✔️ modifica in modo significativo il proprio modello di business.
Non ogni variazione dell'offerta richiede necessariamente un nuovo codice: è importante valutare se la nuova attività sia già ricompresa nella classificazione esistente.
⚠️ Non è soltanto una questione formale
La corretta classificazione dell'attività può avere effetti su diversi aspetti, tra cui:
• trattamento fiscale;
• posizione contributiva e previdenziale;
• adempimenti amministrativi;
• eventuali autorizzazioni o requisiti richiesti per l'attività svolta.
Per questo è importante verificare le conseguenze prima di apportare modifiche.
🔄 La posizione può essere aggiornata
Il codice scelto all'apertura della partita IVA non è definitivo. Se l'attività cambia, è possibile aggiornare la posizione comunicando le variazioni agli enti interessati secondo le modalità previste.
📩 Hai aggiunto nuovi servizi o ampliato la tua attività? Il nostro studio è a disposizione per verificare il tuo inquadramento e valutare gli eventuali aggiornamenti necessari.

💶 Caparra o acconto: fiscalmente non sono la stessa cosa 💶Quando viene versata una somma prima della conclusione di un'o...
21/10/2026

💶 Caparra o acconto: fiscalmente non sono la stessa cosa 💶
Quando viene versata una somma prima della conclusione di un'operazione, definirla “acconto” oppure “caparra confirmatoria” non è una semplice questione terminologica.
Le due somme hanno infatti una funzione diversa e possono avere conseguenze differenti anche dal punto di vista fiscale.
📌 Qual è la differenza?
L'acconto rappresenta il pagamento anticipato di una parte del prezzo concordato.
La caparra confirmatoria, invece, ha principalmente una funzione di garanzia: tutela le parti in caso di inadempimento del contratto e, se l'operazione viene regolarmente conclusa, può successivamente essere imputata al prezzo.
🧾 Quando deve essere emessa la fattura?
Quando viene incassato un acconto, il pagamento anticipa, per l'importo ricevuto, il momento di effettuazione dell'operazione ai fini IVA. Deve quindi essere emessa la relativa fattura.
Per la caparra confirmatoria, invece, il trattamento è diverso: se mantiene la propria funzione di garanzia e non costituisce un anticipo sul prezzo, il suo versamento non è soggetto a IVA.
⚠️ Attenzione a come viene qualificato il pagamento
Non basta chiamare una somma “caparra” per escluderla automaticamente dall'IVA. È necessario che la sua natura risulti chiaramente dagli accordi tra le parti e dalla documentazione contrattuale.
Se, nella sostanza, il pagamento rappresenta un anticipo sul corrispettivo, dovrà essere trattato fiscalmente come tale.
📌 Acconto e caparra confirmatoria possono essere versati entrambi prima della conclusione dell'operazione, ma hanno natura e conseguenze fiscali differenti.
Definire correttamente la somma fin dall'inizio permette di applicare il corretto trattamento IVA e gestire correttamente gli obblighi di fatturazione.
📩 Devi gestire un pagamento anticipato e non sai se qualificarlo come acconto o caparra? Il nostro studio è a disposizione per verificare il corretto trattamento fiscale dell'operazione.

📉 Cliente che non paga: quando un credito può diventare una perdita deducibile? 📉Una fattura è rimasta insoluta da mesi ...
14/10/2026

📉 Cliente che non paga: quando un credito può diventare una perdita deducibile? 📉
Una fattura è rimasta insoluta da mesi e, nonostante i tentativi di recupero, il cliente continua a non pagare.
È possibile considerare quell'importo una perdita e dedurlo fiscalmente?
Il semplice mancato pagamento non è sufficiente.
📌 Insoluto e perdita su crediti non sono la stessa cosa
Un credito scaduto continua, in linea generale, a rappresentare una somma che l'impresa ha diritto a riscuotere.
Perché possa essere riconosciuto fiscalmente come perdita devono ricorrere le condizioni previste dalla normativa che consentano di dimostrarne l'inesigibilità.
🔎 Quando un credito può essere considerato non recuperabile?
La valutazione dipende dalle caratteristiche del singolo caso.
📂 La documentazione è fondamentale
Solleciti di pagamento, comunicazioni con il cliente, eventuali interventi di un legale e documenti relativi alle procedure di recupero possono essere importanti per ricostruire la situazione e dimostrare perché il credito sia diventato inesigibile.
Non basta quindi decidere di eliminare dalla contabilità una fattura perché si ritiene improbabile riuscire a incassarla.
⚠️ Quali sono i riflessi fiscali?
Quando sussistono i requisiti previsti, la perdita su crediti può concorrere alla determinazione del reddito imponibile.
Il momento in cui effettuare la deduzione e il relativo trattamento fiscale devono però essere valutati attentamente sulla base della situazione concreta.
📌 Un cliente che non paga genera un insoluto, ma non necessariamente una perdita fiscalmente deducibile. Prima di considerare definitivamente perso un credito è importante verificarne i presupposti e conservare la documentazione necessaria.
📩 Hai crediti verso clienti che temi di non riuscire più a recuperare? Il nostro studio è a disposizione per analizzare la situazione e verificare il corretto trattamento contabile e fiscale.

💰 Prelevare utili dalla SRL: quando e come si può fare? 💰Una SRL chiude l'esercizio con un utile. Questo significa che i...
07/10/2026

💰 Prelevare utili dalla SRL: quando e come si può fare? 💰
Una SRL chiude l'esercizio con un utile. Questo significa che i soci possono prelevare immediatamente quelle somme? Non necessariamente.
La distribuzione degli utili segue regole precise e non dipende semplicemente dalla liquidità disponibile sul conto corrente della società.
📊 Prima di tutto: l'utile deve risultare dal bilancio
Per poter distribuire gli utili è necessario partire dal risultato dell'esercizio risultante dal bilancio regolarmente approvato.
Inoltre, prima della distribuzione devono essere considerate eventuali perdite pregresse, gli accantonamenti obbligatori e le riserve previste dalla legge o dallo statuto.
📌 La distribuzione deve essere deliberata
L'esistenza di un utile non comporta automaticamente la sua distribuzione.
Sono i soci, in sede di approvazione del bilancio o con successiva decisione, a stabilire se destinarlo a riserva oppure distribuirlo, in tutto o in parte, nel rispetto delle disposizioni applicabili.
💶 E come vengono tassati gli utili distribuiti?
Quando l'utile viene attribuito ai soci assume la forma di dividendo.
Il trattamento fiscale dipende dalla tipologia di socio che lo percepisce e dalla situazione specifica: anche la tassazione deve quindi essere valutata prima di procedere alla distribuzione.
⚠️ Utile e liquidità non sono la stessa cosa
Avere denaro disponibile sul conto corrente della SRL non significa avere automaticamente utili distribuibili.
Quelle somme potrebbero essere necessarie per pagare fornitori, dipendenti, imposte, finanziamenti o altri impegni della società.
Per questo motivo non è possibile trattare la liquidità societaria come una somma liberamente prelevabile dai soci.
📌 La distribuzione degli utili deve essere pianificata considerando gli obblighi societari, la situazione finanziaria dell'impresa e gli effetti fiscali per i soci.
📩 La tua società ha prodotto utili e stai valutando una distribuzione ai soci? Il nostro studio è a disposizione per verificare le somme effettivamente distribuibili e gestire correttamente gli aspetti societari e fiscali dell'operazione.

📅 Ottobre 2026: un nuovo mese di scadenze fiscali 📅Con l'inizio dell'ultimo trimestre dell'anno, è importante mantenere ...
01/10/2026

📅 Ottobre 2026: un nuovo mese di scadenze fiscali 📅
Con l'inizio dell'ultimo trimestre dell'anno, è importante mantenere sotto controllo adempimenti, versamenti e documentazione contabile.
Ottobre è anche un buon momento per verificare la situazione della propria attività e arrivare preparati agli ultimi mesi del 2026.
💡 Per organizzare al meglio il mese:
✔️ Controlla le principali scadenze fiscali e contributive previste.
✔️ Verifica che versamenti e adempimenti siano stati programmati correttamente.
✔️ Mantieni aggiornata la documentazione contabile e amministrativa.
✔️ Fai il punto sulle attività ancora da completare prima della fine dell'anno.
👉 Tenere sotto controllo le scadenze consente di pianificare con maggiore tranquillità gli ultimi mesi dell'esercizio ed evitare ritardi o dimenticanze.
📩 Il nostro studio è a disposizione per supportarti nella gestione degli adempimenti fiscali e contabili e accompagnarti verso la chiusura dell'anno.
✉️ [email protected]
📞 041 9691888

🧾 Fattura non pagata: le imposte vanno comunque versate? 🧾Hai emesso una fattura, ma il cliente non ha ancora pagato. De...
30/09/2026

🧾 Fattura non pagata: le imposte vanno comunque versate? 🧾
Hai emesso una fattura, ma il cliente non ha ancora pagato. Devi comunque pagare le imposte su quell'importo?
La risposta dipende dal regime fiscale e contabile applicato: fatturare e incassare, infatti, non sempre coincidono ai fini della determinazione del reddito.
📌 Fatturato e incassato non sono la stessa cosa
Il fatturato comprende le operazioni effettuate e fatturate, mentre l'incasso rappresenta il momento in cui il pagamento viene effettivamente ricevuto.
Questa distinzione diventa particolarmente importante quando un cliente paga in ritardo o una fattura rimane insoluta.
⚖️ Dipende dal regime applicato
Per i soggetti che determinano il reddito secondo il principio di competenza, un ricavo può concorrere alla formazione del reddito anche se la relativa fattura non è stata ancora incassata.
Per chi applica il principio di cassa, invece, il momento dell'effettivo incasso assume un ruolo determinante nella tassazione del compenso o ricavo.
Anche la gestione dell'IVA segue regole specifiche e deve essere valutata separatamente.
⚠️ Un insoluto non è solo un problema di liquidità
Una fattura non pagata può creare una doppia difficoltà: da una parte manca l'entrata prevista, dall'altra possono comunque sorgere obblighi fiscali collegati all'operazione.
Per questo è importante tenere sotto controllo i crediti verso i clienti e intervenire tempestivamente quando i pagamenti iniziano ad accumulare ritardi.
📌 Non esiste una risposta uguale per tutti: il trattamento di una fattura non incassata dipende dal regime fiscale e contabile applicato e dalla natura dell'operazione.
📩 Hai fatture insolute e vuoi capire quali conseguenze possono avere sulla tua attività? Il nostro studio è a disposizione per verificare la situazione e valutare la corretta gestione fiscale e contabile.

💶 Hai versato un'imposta in eccesso: cosa succede adesso? 💶Può capitare che, a seguito di un errore di calcolo, di un do...
23/09/2026

💶 Hai versato un'imposta in eccesso: cosa succede adesso? 💶
Può capitare che, a seguito di un errore di calcolo, di un doppio pagamento o della determinazione definitiva delle imposte, risulti una somma versata in eccedenza rispetto a quanto effettivamente dovuto.
Questo importo non è necessariamente perso: in presenza dei presupposti previsti, può trasformarsi in un credito da recuperare.
📌 Come può nascere un credito?
Le situazioni possono essere diverse, ad esempio:
✔️ un versamento effettuato per un importo superiore al dovuto;
✔️ un pagamento eseguito due volte;
✔️ acconti versati superiori all'imposta risultante a saldo;
✔️ eccedenze che emergono dalla dichiarazione.
🔄 Compensazione o rimborso?
A seconda della tipologia di credito e delle regole previste, possono esserci due possibilità:
Compensazione: il credito viene utilizzato per ridurre altri tributi o contributi da versare.
Rimborso: viene richiesta la restituzione della somma versata in eccedenza, quando ne ricorrono i requisiti.
Modalità e tempistiche possono variare in base all'imposta e alla situazione specifica.
⚠️ Prima di utilizzare il credito è importante verificarlo
La presenza di un versamento in eccesso non significa che la somma possa essere utilizzata immediatamente e senza controlli.
È necessario verificare l'effettiva esistenza del credito, la sua corretta quantificazione e le modalità previste per il suo utilizzo, evitando compensazioni non spettanti o altre irregolarità.
📌 Un'imposta versata in eccesso può essere recuperata, ma è importante individuare la procedura corretta in base all'origine e alla natura del credito.
📩 Hai effettuato un versamento superiore al dovuto o hai un credito fiscale da recuperare? Il nostro studio è a disposizione per verificare la tua situazione e individuare la modalità più corretta per utilizzarlo o richiederne il rimborso.

💼 Quando una spesa è davvero inerente all'attività? 💼Una delle domande più frequenti è: "Posso dedurre questa spesa?"La ...
16/09/2026

💼 Quando una spesa è davvero inerente all'attività? 💼
Una delle domande più frequenti è: "Posso dedurre questa spesa?"
La risposta non dipende tanto dal tipo di acquisto, quanto da un principio fondamentale: l'inerenza.
📌 Cosa significa "inerenza"?
Una spesa è considerata inerente quando è collegata all'attività svolta e risulta funzionale all'esercizio dell'impresa o della professione.
Non è sufficiente che sia utile o conveniente: deve esistere un reale legame con l'attività.
💡 Alcuni esempi
Può capitare di chiedersi se siano deducibili spese relative a:
✔️ telefono e strumenti di lavoro;
✔️ corsi di formazione;
✔️ viaggi e trasferte;
✔️ abbigliamento;
✔️ palestra o altre attività.
La risposta, però, non è uguale per tutti: ogni spesa deve essere valutata nel contesto dell'attività svolta e secondo quanto previsto dalla normativa fiscale.
⚠️ Non basta conservare la fattura
Anche una spesa regolarmente documentata potrebbe non essere deducibile se manca il collegamento con l'attività esercitata.
Per questo motivo è importante valutare ogni caso prima di effettuare l'acquisto o inserirlo in contabilità.
L'inerenza è uno dei criteri fondamentali per stabilire il corretto trattamento fiscale di una spesa. Analizzare ogni situazione nel suo contesto consente di evitare errori e gestire la contabilità in modo corretto.
📩 Hai dubbi sulla deducibilità di una spesa? Il nostro studio è a disposizione per valutare il tuo caso e aiutarti a individuare il corretto trattamento fiscale, nel rispetto della normativa vigente.

🏢 Quanto costa davvero mantenere una SRL ogni anno? 🏢Quando si valuta l'apertura di una SRL, ci si concentra spesso sui ...
09/09/2026

🏢 Quanto costa davvero mantenere una SRL ogni anno? 🏢
Quando si valuta l'apertura di una SRL, ci si concentra spesso sui costi di costituzione.
In realtà, è importante considerare anche i costi necessari per la gestione della società negli anni successivi.
📌 Quali sono i principali costi di gestione?
Ogni società è diversa, ma tra le voci da tenere in considerazione rientrano generalmente:
✔️ la tenuta della contabilità e gli adempimenti fiscali;
✔️ il deposito del bilancio d'esercizio;
✔️ la gestione dei libri sociali e degli obblighi societari;
✔️ imposte, diritti e altri adempimenti previsti dalla normativa;
✔️ l'assistenza del commercialista e degli eventuali altri professionisti coinvolti.
💡 Non esiste un costo uguale per tutte le SRL
Le spese possono variare in base a diversi fattori, ad esempio:
• il volume dell'attività;
• il numero di fatture e operazioni da gestire;
• la presenza di dipendenti o collaboratori;
• la complessità della struttura societaria.
Per questo motivo non è possibile individuare un costo standard valido per tutte le imprese.
⚠️ Valutare solo il costo di apertura può essere un errore
Prima di scegliere la forma societaria più adatta è importante considerare il progetto imprenditoriale nel suo complesso e stimare anche i costi di gestione nel medio e lungo periodo.
Una scelta consapevole permette di evitare sorprese e di pianificare correttamente le risorse dell'impresa.
Aprire una SRL significa assumere obblighi amministrativi, fiscali e societari che accompagnano l'azienda ogni anno. Conoscere questi aspetti fin dall'inizio consente di fare scelte più informate e sostenibili.
📩 Stai pensando di costituire una SRL o vuoi capire se è la forma giuridica più adatta alla tua attività? Il nostro studio è a disposizione per analizzare il tuo progetto e aiutarti a valutare costi, obblighi e opportunità prima di prendere una decisione.

®️ Il marchio personale può essere utilizzato dalla società? ®️Molti imprenditori registrano un marchio senza chiedersi ...
02/09/2026

®️ Il marchio personale può essere utilizzato dalla società? ®️
Molti imprenditori registrano un marchio senza chiedersi chi ne sarà effettivamente il proprietario: la persona fisica o la società?
È una scelta che può avere conseguenze importanti sotto il profilo giuridico, fiscale e patrimoniale.
📌 Chi può essere titolare del marchio?
Un marchio può essere intestato:
✔️ alla persona fisica;
✔️ alla società.
La scelta dipende dagli obiettivi dell'imprenditore e da come intende gestire il proprio business nel tempo.
📝 Perché è importante registrarlo?
La registrazione consente di tutelare il marchio e di dimostrarne la titolarità. Inoltre, permette di disciplinarne l'utilizzo da parte della società, evitando possibili contestazioni future.
💼 Quali possono essere i vantaggi?
Una corretta gestione del marchio può offrire diversi benefici, tra cui:
• maggiore tutela del patrimonio immateriale dell'impresa;
• valorizzazione di un asset aziendale;
• maggiore chiarezza nella gestione dei rapporti tra socio e società.
Naturalmente, ogni situazione richiede una valutazione specifica.
La scelta di chi debba essere il proprietario del marchio non dovrebbe essere lasciata al caso. Valutarla fin dall'inizio consente di costruire una struttura più solida e coerente con gli obiettivi dell'impresa.
📩 Stai avviando un'attività o vuoi capire come gestire correttamente il tuo marchio? Il nostro studio è a disposizione per aiutarti a valutare la soluzione più adatta, anche in collaborazione con i professionisti specializzati nella tutela della proprietà industriale.

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Indirizzo

Via Brianza, 5, Oriago/Mira, Venezia
Mira
30034

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Martedì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Giovedì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Venerdì 08:30 - 17:00

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