11/10/2026
Rottamazione dei debiti locali: domande dal 16 ottobre. Chi può aderire e quanto si risparmia
IMU, TARI, bollo auto e altre entrate degli enti territoriali: la definizione agevolata riguarda i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione dal 2000 al 2023, ma soltanto se l’ente creditore ha aderito.
Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 sarà possibile presentare la domanda per la definizione agevolata dei debiti di Regioni ed enti locali affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione.
Per accedere alla misura occorre verificare un requisito essenziale: l’ente creditore deve avere adottato il provvedimento di adesione. La sola presenza di una cartella relativa a un tributo locale, quindi, non garantisce la possibilità di beneficiare della rottamazione.
La disciplina è contenuta nell’articolo 10-quinquies del decreto-legge n. 38/2026, convertito nella legge n. 88/2026 e successivamente modificato dalla legge n. 113/2026.
Quali debiti rientrano
La definizione riguarda i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, relativi sia a entrate tributarie, come IMU, TARI e bollo auto, sia a entrate non tributarie degli enti aderenti.
È importante distinguere l’anno del debito dalla data di affidamento alla riscossione: è quest’ultima a determinare il rispetto del requisito temporale previsto dalla legge.
Restano escluse le somme derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti.
Quanto si risparmia
Per i carichi ammessi, il contribuente deve versare il capitale e le spese dovute per la notificazione degli atti e per le procedure esecutive.
Vengono invece eliminati le sanzioni, gli interessi, compresi quelli di mora, e l’aggio. L’importo da pagare dipende quindi dalla composizione della singola posizione: il risparmio va calcolato distinguendo il debito principale dagli accessori che possono essere cancellati.
Per chi sceglie il pagamento rateale restano dovuti gli interessi di dilazione previsti dalla disciplina.
Multe stradali: la sanzione principale rimane dovuta
Per le multe stradali il beneficio opera diversamente rispetto ai tributi.
L’importo della sanzione principale non viene cancellato. La definizione consente di eliminare gli interessi, comprese le maggiorazioni previste dalla legge, e l’aggio, mentre restano dovute le spese di notificazione e delle eventuali procedure esecutive.
È dunque necessario evitare un equivoco frequente: rottamare una multa non significa ottenere l’annullamento della multa stessa.
Come e quando presentare la domanda
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica, attraverso i servizi predisposti da Agenzia delle entrate-Riscossione, dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
Entro il 15 ottobre è prevista la disponibilità, nell’area riservata del sito dell’Agenzia, dei dati necessari a individuare i carichi definibili.
Nell’istanza occorre indicare anche la scelta tra pagamento in unica soluzione e pagamento rateale. Eventuali integrazioni della domanda devono essere effettuate entro il 15 dicembre.
Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia comunicherà le somme dovute e il relativo piano di pagamento.
Prima scadenza il 31 marzo 2027
Il versamento può essere effettuato in unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo.
Le prime cinque rate scadono il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2027.
Dal 2028 il calendario prosegue con sei scadenze annuali: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.
In caso di pagamento rateale si applicano interessi del 3% annuo a decorrere dal 1° aprile 2027. Prima di scegliere il numero delle rate è opportuno valutare l’impegno finanziario complessivo e la capacità di rispettare il piano nel tempo.
Attenzione alla perdita dei benefici
La presentazione della domanda non è sufficiente a garantire il mantenimento dell’agevolazione.
Il mancato o insufficiente pagamento può determinare la perdita dei benefici secondo le condizioni previste dalla legge. La scelta di aderire deve quindi essere accompagnata da una programmazione realistica dei versamenti e da un controllo puntuale delle scadenze.
Le definizioni autonome degli enti seguono regole diverse
Questa procedura riguarda i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione.
Per le entrate riscosse direttamente dagli enti o tramite concessionari privati possono invece essere previste definizioni agevolate autonome, disciplinate da appositi regolamenti locali.
In questi casi bisogna consultare il provvedimento dell’ente: debiti ammessi, benefici, modalità di adesione e termini di pagamento possono essere differenti rispetto alla rottamazione dei carichi affidati all’Agenzia.
Che cosa verificare prima dell’invio
Per contribuenti e professionisti, i controlli essenziali sono:
• verificare che l’ente creditore abbia aderito alla misura;
• accertare che il carico sia stato affidato ad Agenzia delle entrate-Riscossione nel periodo previsto;
• controllare l’effettiva ammissibilità della posizione e distinguere capitale, sanzioni, interessi e spese;
• esaminare eventuali rateizzazioni già in corso e contenziosi pendenti, valutando gli effetti dell’adesione;
• confrontare il risparmio ottenibile con l’impegno finanziario richiesto dal piano scelto.
La rottamazione può ridurre sensibilmente il costo della regolarizzazione. Per utilizzarla correttamente occorre partire dalla verifica della singola posizione e scegliere un piano di pagamento sostenibile, da rispettare per conservare i benefici.