30/04/2026
Tra coloro che hanno aderito a una soluzione di previdenza complementare, quasi un over 55 su tre (30%) prova rimpianto per averla sottoscritto troppo tardi. Lo rileva la prima wave 2026 dell’Osservatorio Look to the Future di Athora Italia, compagnia assicurativa vita del Gruppo Athora.
Tra gli italiani che hanno sottoscritto strumenti come fondi pensione e Pip, il livello di soddisfazione è pressoché totale (91%). Emerge, tuttavia, un elemento critico legato al timing: il 26% ritiene di aver aderito troppo tardi, con una percezione più diffusa nel Centro Italia (30%). L’indagine, realizzata in collaborazione con Nomisma, evidenzia come genere, età e residenza geografica siano fattori determinanti nel definire gli approcci degli italiani verso la longevità e la previdenza pubblica e integrativa, mostrando sostanziali differenze sia nei sentimenti, sia nei comportamenti, così come nella percezione del loro presente e futuro.
Emozioni contrastanti
La prospettiva di una vita più lunga genera emozioni contrastanti che variano sensibilmente lungo la pen*sola e tra le generazioni. Se la gioia e l’ottimismo (dichiarati dal 27% del totale) sono più diffusi tra gli uomini (30%) e nel Centro Italia (30%), i giovani under 35 appaiono i più vulnerabili, registrando i livelli più alti di ansia (15%) e preoccupazione (22%). Questa fragilità generazionale si riflette anche nelle preoccupazioni economiche, sentite dal 33% della fascia più giovane (18-34 anni) e con un picco del 34% tra i 35-54enni, contro appena il 19% degli over 55, segnale di una maggiore precarietà percepita nelle fasi centrali della vita.
Spettro non autosufficienza
Il timore della non autosufficienza emerge come una questione prioritaria per il 73% degli italiani, soprattutto per la componente femminile (81%) e per i più anziani (76% degli over 55). A destare le maggiori preoccupazioni è il peso dell’assistenza sui familiari (72%) e i costi correlati (68%). Per contrastare questi rischi e prepararsi all’avanzare dell’età, i comportamenti divergono tra aree
geografiche e fasce d’età: se la cura della salute fisica è la strategia principale per gli over 55
(75%) e per i residenti al Centro Italia (67%), chi vive al Nord è più propenso all’accumulo di risorse
economiche (50%), così come gli over 55 (52%). Malgrado ciò, gran parte della popolazione rimane
inattiva, e in particolare il 23% dei giovanissimi tende a rimandare il tema al futuro.
Tra chi non accumula risorse, le barriere finanziarie restano un ostacolo insormontabile per il 53% degli italiani, in particolare per il 64% delle donne e della fascia 35-54 anni.