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Dati della Camera di Commercio di Perugia
04/04/2026

Dati della Camera di Commercio di Perugia

30/08/2025

DALLA CAMERA DI COMMERCIO DELL' UMBRIA
GIOVANI E LAVORO

COMUNICATO STAMPA 30 AGOSTO 2025

Impennata storica della fuga di laureati all’estero
Il 2024 è l’anno peggiore per l’Umbria e per l’Italia
Partenze record, calo dei rientri
Un’emorragia che svuota capitale umano e futuro

I nuovi dati Istat confermano il boom delle cancellazioni di residenza: dall’Umbria se ne sono andati 722 laureati, il 61,9% in più in un anno. In Italia oltre 48 mila. Record negativi mai toccati prima. Gli ingressi invece calano: appena 174 laureati arrivati dall’estero in Umbria, 13 mila in tutto il Paese, con flessioni a doppia cifra. Il saldo diventa una voragine: -548 in Umbria, -35 mila in Italia. In 10 anni dall’Umbria se ne sono andati definitivamente 4mila 380 laureati. Le Regioni provano a reagire, ma il fenomeno è nazionale e strutturale.

La dichiarazione:
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “In Umbria c’è oggi la consapevolezza che la crescita passa soltanto da un impegno comune di tutte le istituzioni, in sinergia e con una visione condivisa. Il provvedimento adottato dalla Regione rappresenta una prima pietra importante, ma da sola non basta: serve una tastiera di misure organiche, capaci di accompagnare davvero la trasformazione del nostro tessuto economico e sociale. La Camera di Commercio dell’Umbria ha messo al centro del proprio programma i due assi decisivi del futuro, la transizione digitale ed ecologica, che richiedono scelte coraggiose e coordinate. Ma per far esprimere a questa doppia transizione tutte le sue potenzialità in termini di crescita sana e innovativa del territorio occorrono i nostri laureati, risorsa decisiva che va trattenuta e valorizzata. È su questi binari che si costruisce un’Umbria competitiva, attrattiva e capace di guardare con fiducia al domani”.
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Il 2024 passerà alla storia come l’anno dell’impennata senza precedenti nella fuga di laureati dall’Italia e dall’Umbria. A certificarlo sono i nuovi dati Istat, che fotografano un fenomeno non più episodico ma strutturale: la cancellazione della residenza da parte di cittadini italiani con titolo universitario ha raggiunto livelli mai visti, mentre gli ingressi dall’estero si riducono. Una doppia mazzata che indebolisce il tessuto sociale ed economico del Paese.

Partenze record
In Umbria i laureati che nel 2024 hanno scelto di cancellare la residenza in Italia per stabilirsi definitivamente all’estero sono stati 722, contro i 446 del 2023. Un incremento del 61,9% che spazza via il precedente massimo (552 nel 2020). È come se in un solo anno fosse scomparsa un’intera facoltà di media dimensione.
Il dato nazionale è altrettanto impressionante: 48.086 laureati italiani hanno lasciato definitivamente il Paese, contro i 37.114 del 2023, con un balzo del 29,5%. Mai, negli ultimi decenni, l’Italia aveva registrato un’emorragia così vasta in dodici mesi.

Ingressi in caduta
Nel 2024 in Umbria i laureati provenienti dall’estero – spesso italiani che avevano lavorato fuori e decidono di tornare – sono stati solo 174, contro i 202 del 2023. Significa che per ogni quattro laureati umbri che se ne vanno, ne rientra meno di uno.
In Italia le iscrizioni dall’estero sono state 13.083, con un calo del 13,4% rispetto all’anno precedente. Risultato: un saldo negativo mai visto prima, -548 in Umbria e -35.003 a livello nazionale.

Un decennio in rosso
I dati cumulati del periodo 2015-2024 parlano chiaro: in Umbria 4.380 uscite e 1.760 ingressi, per un saldo negativo di 2.620 laureati. In Italia le fuoriuscite ammontano a 308.285, contro 129.108 ingressi, con un bilancio finale di -179.177.
Se confrontiamo il 2024 con il 2015, l’Umbria segna un aumento del 149% delle uscite, contro il 99,6% della media nazionale. Peggio fanno Basilicata (+239%), Abruzzo (+192%), Molise (+174%), Veneto (+169%) e Calabria (+156%).

Chi parte e perché
Nel 2024 i più numerosi sono stati i 25-39enni (165 uscite), seguiti dai 40-64enni (92), dai giovani fino a 24 anni (22) e persino da 11 over 65. Non si tratta quindi solo di neolaureati, ma anche di professionisti già affermati che vedono fuori dall’Italia prospettive più solide.
Le ragioni sono note: stipendi più alti, carriere più lineari, riconoscimento del merito, contesti internazionali più dinamici.

Il costo per il Paese
Ogni laureato che lascia l’Italia è un capitale formativo perso. Dietro c’è un investimento enorme – scuole, università, borse di studio, sacrifici delle famiglie – che finisce per alimentare la produttività di altri Paesi. È una perdita secca di conoscenza, innovazione e potenzialità imprenditoriale.
Il paradosso è che mentre l’Italia fatica a formare abbastanza laureati, quelli che ha li vede partire.

Le contromosse umbre
La Regione Umbria ha approvato incentivi fino a 15 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani laureati under 35 e di persone con disabilità, oltre a 9 mila euro per disoccupati iscritti al programma GOL. Le misure saranno operative tra agosto e dicembre 2025.
È un tentativo di frenare la voragine, ma da solo non può bastare.

Il nodo nazionale e il confronto europeo
Paesi come Germania e Francia non solo trattengono i propri laureati, ma attraggono talenti dall’estero. L’Italia invece continua a perdere, schiacciata tra salari bassi, instabilità contrattuale e scarsa spesa in ricerca.

Un futuro incerto
Il 2024 segna un punto di svolta. Non solo le partenze hanno raggiunto il massimo storico, ma i ritorni sono calati in modo drastico. Una doppia emorragia che lascia l’Italia e l’Umbria più povere di competenze e prospettive.
Dietro ogni numero ci sono giovani, famiglie, vite che avrebbero potuto arricchire il Paese. E invece oggi arricchiscono altri.

26/03/2025

Oggi nel corso di una revisione aziendale vengo a conoscere che il costo dei trasporti dalla Cina è diminuito dell’ 80 per cento circa rispetto allo scorso anno. La diminuzione non può essere imputata ad una diminuzione del costo dei carburanti o ad un quadro internazionale rassicurante. Che qualche governo dell’ estremo oriente abbia adottato una politica, diciamo un tantino aggressiva ? E se la risposta fosse la adozione di dazi all’ importazione, sarebbe così scorretto ?

25/02/2025
05/10/2024

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 ott - 'La manovra, dopo anni, avviene con il nuovo patto di stabilita' e con la necessita' di recuperare fond...

24/09/2023

Sindacato italiano commercilisti

LA PESCA A STRASCICO!

Ci risiamo: ancora una volta l’Agenzia rinuncia alla caccia alla grande “balena bianca” rappresentata dalla vera evasione fiscale, che spesso si nasconde tra i soggetti economici di grosse dimensioni, per rastrellare un po’ di danaro a scapito dei “pesci” più piccoli. Così, non avendo il coraggio di affrontare il mare, in piedi sulla prua di una fragile lancia-baleniera, preferisce starsene comodamente seduta al timone di un sicuro peschereccio e rastrellare il fondo con una rete dalle maglie tanto strette da imprigionare anche gli esemplari minori e in fase di crescita.

Tutto ciò incurante dei danni arrecati all’intero sistema, in termini di perdite di tempo, di fiducia nello Stato, di danno economico e di inevitabili motivi di tensione tra i contribuenti e i loro consulenti (Commercialisti in primis).

Il riferimento è alla recente campagna di compliance per i forfettari sulla mancata esposizione nel quadro RS degli obblighi informativi sulle spese sostenute per l’attività.

Le informazioni richieste (peraltro “nascoste” tra i meandri del quadro RS, anziché collocate nel quadro LM per la determinazione forfettaria del reddito), ai sensi dell’articolo 1, c. 73 della legge 190/2014, riguardano gli esercenti attività d’impresa e i lavoratori autonomi, che si avvalgono del particolare sistema di determinazione del reddito e attengono a elementi di natura statistica che poco o nulla hanno a che vedere con l’accertamento di maggiori imponibili o maggiori imposte. Inoltre, dopo l’attuazione della fatturazione elettronica, sono dati ed elementi informativi già in possesso dell’A.d.E. o che è previsto siano alla stessa dichiarati o comunicati, dal contribuente o da altri soggetti. Come tali, la loro ulteriore comunicazione non dovrebbe formare oggetto di ulteriore richiesta, da parte dell’A.F. o, quantomeno, non dovrebbe risultare sanzionabile l’eventuale omessa dichiarazione.

Indubbio il carattere di violazione formale (ovvero non influente sull’ammontare della base imponibile o delle imposte) ma che tuttavia potrebbe essere considerata atta ad ostacolare le attività di verifica (!). La sanzione comminabile, pertanto, ai sensi dell’articolo 8 comma 1 del D. Lgs. 471/1997 va da un minimo di 250 ad un massimo di 2.000 euro. Non si tratta, quindi, di cifre irrisorie specialmente per soggetti minori o minimi per definizione che, sovente, si trovano in una delicata fase iniziale di crescita. Ma, come si ripete, l’Agenzia non si cura del danno provocato, direttamente o indirettamente, essendo totalmente assorbita dalle necessità di gettito e, allo stesso tempo, sembra non possedere le doti per eguagliare il vecchio Capitan Achab, nella caccia alla grande Moby Dick…

07/08/2023

Riapre Palazzo Albizzini dopo i primi lavori di ammodernamento

CITTÀ DI CASTELLO – Riapre domani, martedì 8 agosto, la sede espositiva di Palazzo Albizzini.

Dopo due settimane di chiusura per permettere di effettuare alcuni lavori di ammodernamento, la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri comunica che sarà nuovamente possibile tornare a visitare il museo rispettando i soliti orari: dal martedì al venerdì 10 – 13 e 15 – 18, sabato e domenica orario continuato dalle 10 alle 18.

In questi quindici giorni di chiusura hanno preso avvio i primi lavori legati al primo finanziamento del PNRR per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali dei musei e dei luoghi della cultura privati.

Ricordiamo che dal 12 al 20 agosto entrambe le sedi espositive dedicate al Maestro Alberto Burri, Palazzo Albizzini e gli Ex Seccatoi del Tabacco, seguiranno l’orario continuato dalle 10 alle 18.

Senza parole
07/08/2023

Senza parole

Indirizzo

Via Luca Signorelli, 6
Città Di Castello
06012

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

Telefono

+390758553777

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