26/06/2025
Rinvio dell’obbligo PEC per gli amministratori al 31.12.2025
PEC… ma con calma. Anzi, con molta calma.
Amministratori di società, potete ti**re un sospiro di sollievo. No, non vi stanno per aumentare i compensi. Ma almeno potete evitare di correre per comunicare la vostra PEC al Registro Imprese. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha deciso di rinviare l’obbligo al 31 dicembre 2025.
Sì, avete capito bene: rinvio di sei mesi. Perché in Italia il calendario non è fatto solo di mesi, ma anche di rinvii, proroghe, note ministeriali e – immancabili – circolari che sanno più di suggerimento che di legge.
Quindi, ricapitoliamo: la circolare di marzo fissava il termine al 30 giugno. Ora, con la circolare 127654 del 25 giugno (un capolavoro di tempismo), si fa sapere che no, dai, facciamo a fine anno. Il tutto, però, “nell’ottica del contemperamento con le esigenze del mondo professionale e imprenditoriale”… che in italiano corrente significa: “ci siamo accorti che non lo stava facendo nessuno”.
Peccato solo che non ci sia una norma con forza di legge che indichi né il termine né le sanzioni. Ma tranquilli, ci pensa la burocrazia creativa: se non c’è la legge, una circolare va benissimo. O forse no. Anzi, la Cassazione ha detto chiaramente che le circolari non vincolano nemmeno gli uffici pubblici, figuriamoci i contribuenti.
E le sanzioni? In teoria fino a 1.032 euro. In pratica, nessuno le può applicare davvero. E meno male, perché con mezzo milione di amministratori da sanzionare, le Camere di commercio rischierebbero di trasformarsi in call center della riscossione coatta.
Bonus finale: la legge di Bilancio 2025 non dice nulla su cosa succede se la PEC dell’amministratore scade. Ma non fatevi domande inutili: l’importante, per ora, è non fare nulla, aspettare dicembre e – nel dubbio – incrociare le dita.