Caf Unsic e Patronato Enasc

Caf Unsic e Patronato Enasc Corso Garibaldi 205 e via Domenico Vietri 19

03/09/2026

📢 ASSEGNO DI INCLUSIONE (ADI): A SETTEMBRE ARRIVANO GLI ESITI DELLE DOMANDE PRESENTATE AD AGOSTO

Questo mese arriveranno gli esiti delle domande ADI presentate ad agosto, comprese le domande di rinnovo per chi ha terminato l’Assegno di Inclusione a luglio e ha presentato il rinnovo ad agosto.

Rientrano anche le nuove domande ADI presentate nel mese di agosto.

📅 14 settembre: sono previste le lavorazioni con gli esiti delle domande.
📅 15 settembre: è previsto il primo pagamento per le domande con esito positivo.

⚠️ ATTENZIONE AL PRIMO PAGAMENTO

Il primo pagamento sarà pari al 50% della somma spettante.

La metà dell’importo comprende anche le eventuali somme relative alla quota affitto e al carico di cura, se spettanti.

Inoltre, il primo pagamento avrà come riferimento il mese di agosto, quindi nella lavorazione troverete AGOSTO e non SETTEMBRE.

👉 Con il pagamento successivo si tornerà alla normalità, con l’importo intero spettante per il mese di settembre.

❗ Non tutti riceveranno necessariamente l’esito a metà settembre.
INPS potrebbe impiegare più tempo per alcune domande. In quel caso bisognerà semplicemente attendere le successive lavorazioni e l’esito della propria domanda.

02/09/2026

Sconto in bolletta per chi non riceve il bonus sociale: come funziona
ARERA ha definito le regole del contributo volontario per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro escluse dal bonus sociale elettrico. Dal 15 luglio i venditori dovranno comunicare l’adesione all’iniziativa.qui il testo in PDF) Arera ha definito le modalità operative per il riconoscimento del contributo straordinario volontario previsto dal Decreto Bollette. Si tratta di uno sconto in bolletta che i venditori di energia possono scegliere di riconoscere ai clienti domestici che non beneficiano del bonus sociale elettrico.

Che cos'è il contributo volontario
Il contributo è uno sconto sulla bolletta dell'energia elettrica che i venditori possono concedere, su base volontaria, ai clienti domestici residenti che:

non sono titolari del bonus sociale elettrico;
hanno un ISEE non superiore a 25.000 euro.
L'obiettivo è offrire un sostegno alle famiglie che, pur non rientrando nei requisiti del bonus sociale, si trovano in una fascia di reddito considerata meritevole di tutela.

Chi può beneficiarne
Possono ricevere il contributo i clienti che soddisfano contemporaneamente alcuni requisiti:

utenza domestica di residenza;
ISEE fino a 25.000 euro;
assenza del bonus sociale elettrico;
consumi di energia:
inferiori a 0,5 MWh nel bimestre di riferimento;
inferiori a 3 MWh nei dodici mesi considerati dalla normativa.
I requisiti saranno verificati automaticamente da ARERA e Acquirente Unico, sulla base dei dati trasmessi dall'INPS e delle informazioni presenti nel Sistema Informativo Integrato (SII).

Come viene riconosciuto
Come abbiamo detto, non è necessario presentare alcuna domanda. L'INPS trasmette ogni mese ad ARERA, tramite il Sistema Informativo Integrato (SII), i dati delle famiglie con un ISEE rientrante nelle fasce previste dalla misura. Sulla base di queste informazioni, ARERA individua le forniture che possiedono i requisiti richiesti e comunica ai venditori aderenti quali clienti hanno diritto al contributo.

Quando arriva lo sconto in bolletta
Le imprese di vendita che aderiscono all'iniziativa devono applicare il contributo nella prima bolletta utile, a partire dalle bollette di competenza del mese di agosto di ciascun anno.

La bolletta dovrà riportare anche una comunicazione dedicata che informa il cliente:

dell'importo dello sconto ricevuto;
del riferimento normativo;
delle modalità con cui sono stati trattati i dati personali ai fini del riconoscimento del contributo.
I venditori partecipano su base volontaria
L'erogazione del contributo non è obbligatoria. Ogni venditore può decidere se aderire all'iniziativa e scegliere per quali segmenti di mercato applicarla (mercato libero, servizio di maggior tutela o servizio a tutele graduali). Se aderisce, però, deve riconoscere il contributo a tutti i clienti aventi diritto appartenenti al segmento scelto, senza trattamenti differenziati.

Dal 15 luglio al 31 agosto di ciascun degli anni 2026 e 2027, i venditori dovranno comunicare la volontà o meno di adesione.

Attestazione per i venditori aderenti
I venditori che aderiscono all'iniziativa devono ricevere un'apposita attestazione di adesione rilasciata da Acquirente Unico e saranno inseriti in un elenco pubblicato da ARERA.

L'Autorità monitorerà l'applicazione del contributo nel biennio 2026-2027 e potrà revocare l'attestazione in caso di irregolarità.

Cosa cambia rispetto al bonus sociale
Il contributo volontario non sostituisce il bonus sociale elettrico, ma lo integra. La misura è infatti destinata alle famiglie che:

non hanno diritto al bonus sociale;
hanno un ISEE fino a 25.000 euro;
sono clienti di un venditore che aderisce volontariamente all'iniziativa.

02/09/2026

Rottamazione Comuni e Regioni, domande dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026

La notizia in sintesi
Domande dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 per cartelle locali definibili.
La misura riguarda tributi e multe affidati alla riscossione tra 2000 e 2023.
Servono la delibera dell’ente creditore e l’adesione entro i termini previsti.
Possibile pagare in unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali.
Rottamazione dei tributi locali, calendario e requisiti
I contribuenti con cartelle relative a Imu, Tari o multe dovute a Comuni e altri enti territoriali potranno presentare la domanda per la definizione agevolata dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Il calendario è stato aggiornato da Agenzia delle Entrate-Riscossione dopo lo slittamento dei termini disposto dalla legge 113/2026 per la Rottamazione-quinquies estesa agli enti territoriali.

La misura consente di pagare il tributo o la sanzione originariamente dovuta, eliminando interessi di mora e aggio, cioè il compenso legato all’attività di riscossione. L’accesso dipende però da una condizione decisiva: l’ente creditore deve avere approvato la propria adesione entro il 31 luglio 2026.

La definizione riguarda quindi soltanto i cittadini dei Comuni, delle Regioni o degli altri enti che hanno scelto formalmente di partecipare. Per i debitori, l’obiettivo è ridurre il peso dei costi maturati nel tempo sulle vecchie cartelle, senza cancellare l’importo principale del debito.

Il periodo utile per inviare l’istanza decorre dal 16 ottobre, non dal 16 settembre previsto inizialmente. Prima dell’apertura delle domande, dal 15 ottobre 2026, i contribuenti potranno verificare i carichi ammessi nell’area riservata del sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione, utilizzando Spid, Cie o Cns>.

La domanda si presenta online e permette di selezionare le singole cartelle che si intendono definire. Dopo l’adesione, il contribuente riceverà la comunicazione con le somme richieste e i moduli per il pagamento tramite PagoPa.

Quali debiti rientrano e quanto si può risparmiare
La Rottamazione-quinquies per gli enti territoriali copre i carichi già affidati a Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Non è sufficiente che il debito rientri in questo intervallo: senza una delibera dell’ente creditore approvata entro il 31 luglio 2026, la definizione agevolata non può essere applicata.

Il beneficio cresce con l’anzianità della cartella, perché interessi di mora, sanzioni e aggio possono aumentare sensibilmente la richiesta complessiva. L’esempio indicato riguarda una cartella Tari da 1.000 euro relativa al 2018, con 300 euro di sanzione e circa 200 euro fra interessi di mora e aggio.

In tale ipotesi, l’importo complessivo arriva intorno a 1.500 euro. Con la definizione agevolata restano dovuti i 1.000 euro del tributo, oltre alle spese di notifica, mentre i circa 500 euro di oneri accessori vengono azzerati.

Non si tratta dunque di un condono: la quota capitale dell’imposta o della sanzione originaria deve essere corrisposta integralmente. Il meccanismo interviene sulle componenti aggiuntive maturate durante la riscossione, non sull’obbligazione iniziale verso l’ente.

Secondo dati non ancora ufficiali, avrebbero aderito circa 3.000 amministrazioni. Fra quelle indicate figurano Roma, Napoli, Palermo, Bari e Genova; risulterebbero invece fuori Milano, Bologna e Firenze.

Agenzia delle Entrate-Riscossione non pubblica un elenco degli enti aderenti. La verifica va quindi effettuata sul sito istituzionale del proprio Comune o della propria Regione, controllando l’esistenza della delibera. Questo passaggio è essenziale prima di preparare l’istanza, poiché la posizione debitoria può essere definibile soltanto se l’ente ha aderito entro il termine fissato.

La misura non coincide con le sanatorie che gli enti locali possono adottare per entrate non ancora affidate all’agente della riscossione. I commi da 102 a 109 della legge di Bilancio 2026 attribuiscono infatti a Comuni e altri enti la facoltà di disciplinare tali definizioni con regolamenti e scadenze autonome.

La distinzione pratica riguarda il canale di riscossione. La Rottamazione-quinquies descritta si applica ai carichi già affidati a Agenzia delle Entrate-Riscossione; le altre agevolazioni locali possono invece avere regole proprie e interessare somme che non sono entrate in quel circuito.

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Il contribuente può scegliere il pagamento in un’unica soluzione oppure una dilazione fino a 54 rate bimestrali. Sulle rate è previsto un interesse annuo del 3%.

Per il 2027, le scadenze successive alla prima sono fissate al 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. La programmazione delle rate consente di distribuire il pagamento, ma impone attenzione ai termini indicati nella comunicazione ricevuta.

Il mancato versamento di due rate, anche se non consecutive, provoca la decadenza dalla definizione. In quel caso il debito torna dovuto per intero e riprendono le procedure di recupero, inclusi pignoramenti e fermi.

Con il servizio ContiTu il contribuente può scegliere di pagare soltanto alcune delle cartelle incluse nella comunicazione delle somme dovute. La possibilità permette di concentrare il pagamento sulle posizioni ritenute sostenibili, ma non elimina il rischio di decadenza per le rate selezionate e non versate.

La conseguenza più rilevante è quindi doppia: l’adesione può alleggerire le vecchie cartelle grazie allo stralcio degli oneri accessori, mentre l’inosservanza del piano di pagamento riattiva l’intera pretesa debitoria e le azioni di riscossione.

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Quando si presenta la domanda?
La dichiarazione di adesione può essere inviata online dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, selezionando le singole cartelle da definire.

Quali cartelle possono essere definite?
I carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 possono rientrare nella misura.

Serve l’adesione del Comune?
La delibera dell’ente creditore approvata entro il 31 luglio 2026 è indispensabile per applicare la definizione agevolata ai contribuenti interessati.

Cosa accade con due rate non pagate?
La decadenza ripristina l’intero debito e consente la ripresa di pignoramenti e fermi, anche se le due rate omesse non sono consecutive.

04/08/2026

🚨 CARTA DEDICATA A TE 2026: PUBBLICATO IL DECRETO, PARTE L'ITER PER IL BONUS SPESA DA 500 EURO!

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo, prende ufficialmente il via la procedura per l'assegnazione della Carta Dedicata a Te 2026, il contributo da 500 euro destinato alle famiglie con maggiori difficoltà economiche.

✅ Chi potrà riceverla?
Saranno prese in considerazione le famiglie che, alla data del 3 agosto 2026, possiedono tutti questi requisiti:
• ISEE ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro;
• tutti i componenti del nucleo familiare iscritti all'Anagrafe Tributaria;
• non beneficiari di altre misure incompatibili previste dal decreto.

📌 Come saranno formate le graduatorie?
La Carta non si richiede con domanda. L'assegnazione avviene automaticamente sulla base dei dati in possesso dell'INPS.

La priorità sarà data ai nuclei familiari con almeno 3 componenti, seguendo questo ordine:
➡️ famiglie con almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2012;
➡️ poi quelle con almeno un componente nato entro il 31 dicembre 2008;
➡️ infine, a parità di requisiti, verrà considerato l'ISEE più basso.

⏳ Quando arriverà?
Nei prossimi mesi INPS, Comuni e Poste Italiane completeranno tutti i controlli e formeranno le graduatorie definitive. Se i tempi previsti saranno rispettati, le carte o le eventuali ricariche potranno essere disponibili tra la fine di ottobre e il mese di novembre 2026.

💳 Attenzione alle scadenze
✔️ Il primo acquisto dovrà essere effettuato entro il 16 dicembre 2026.
✔️ L'importo potrà essere utilizzato fino al 10 ottobre 2027.

📢 Non appena saranno disponibili le graduatorie o ci saranno nuovi aggiornamenti ufficiali, vi informerò tempestivamente.

01/08/2026

📢 AVVISO IMPORTANTE – ASSEGNO DI INCLUSIONE (ADI)

Da oggi, 1° agosto, è possibile presentare la domanda di rinnovo dell'Assegno di Inclusione per i nuclei familiari che hanno terminato le 12 mensilità a luglio e la cui domanda risulta "terminata".

⚠️ Ricordate che il rinnovo è una nuova domanda e deve essere presentato solo a partire dal mese successivo all'ultimo pagamento, come previsto dalle istruzioni INPS.

📌 Se avete bisogno di chiarimenti o riscontrate problemi con la domanda, scrivetelo nei commenti.

23/07/2026

🔴Rottamazione dei carichi tributari 2000-2023🔴
La Regione Campania aderisce alla definizione agevolata - prevista dalla Legge n. 199/2025 e dal D.L. n. 38/2026 (convertito in Legge n. 88/2026) - per i carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione e al Concessionario RTI Municipia SpA - Abaco SpA risalenti al periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. I contribuenti potranno regolarizzare i propri debiti senza il pagamento di sanzioni e interessi e con rateizzazione. La norma sarà pubblicata sul sito istituzionale entro il 31 luglio 2026.

19/06/2026

🚨 Assegno di Inclusione (ADI): in arrivo il termine del primo rinnovo per molti beneficiari

Chi ha iniziato a percepire l'ADI a gennaio 2024 ha concluso i primi 18 mesi di beneficio a giugno 2025. Successivamente, a luglio 2025, è stato presentato il primo rinnovo della durata di 12 mesi.

Il primo pagamento del rinnovo è arrivato a metà agosto 2025, insieme al cosiddetto bonus ponte da 500 euro.

Di conseguenza, per chi rientra tra i primi beneficiari ADI e tra i primi rinnovi, i 12 mesi del rinnovo terminano con la mensilità di luglio 2026.

📌 Cosa succede dopo?

👉 Agosto 2026: mese di sospensione e presentazione della domanda di rinnovo.

👉 Settembre 2026: arriva il primo pagamento del nuovo rinnovo, con importo pari al 50% della quota spettante, facendo riferimento al mese di stop, cioè agosto 2026.

👉 Dal pagamento successivo, previsto a fine settembre secondo il calendario ordinario, l'importo torna ad essere quello regolare spettante.

⚠️ Cmq sia uscirà scritto TERMINATO con ultimo pagamento!

12/06/2026

🚨 ADI 2026: NON FATEVI CONFONDERE, UN MESE SENZA SOLDI RESTA! 🚨

Assegno di Inclusione ADI: tolto il mese di stop, per così dire, ma resta comunque un mese senza soldi 😄. Giro di parole, ma è così.

Vedo che tantissimi di voi sono convinti che non ci sarà più il mese di stop e alcuni CAF ve lo confermano, sbagliando pure. 🤦

La novità del 2026 è l'abolizione del mese di stop, cosa che manda in confusione tante persone.

Praticamente il mese di stop resta comunque, quindi un mese senza soldi. Se terminate a luglio, per esempio, con ultima ricarica il 27 luglio, il rinnovo si fa ad agosto e quindi ad agosto niente soldi, perché bisogna aspettare settembre.

A metà settembre usciranno le prime lavorazioni con esito accolta/respinta e, in caso di accoglimento, arriverà un pagamento al 50%, quindi metà della somma che realmente vi spetta. Se con il pagamento regolare prendete 300 euro, il primo pagamento sarà di 150 euro.

Questo primo pagamento farà riferimento al mese di agosto, cioè il mese in cui avete presentato il rinnovo. Dopodiché, a fine settembre, arriverà il pagamento regolare con la somma che realmente vi spetta.

Quindi, pur ricevendo questi due pagamenti nello stesso mese, vi ricordo che il prelievo resta invariato.

10/06/2026

📢 ISEE MINORENNI E GENITORE NON CONVIVENTE: COSA PREVEDE LA NORMATIVA?

Una delle domande più frequenti riguarda il genitore che ha riconosciuto il figlio ma vive in una residenza diversa rispetto al nucleo composto da madre e figlio.

⚠️ In presenza di figli minorenni, per il calcolo dell'ISEE non conta soltanto la residenza anagrafica.

L'art. 7 del DPCM n. 159/2013 stabilisce che, per le prestazioni sociali agevolate rivolte ai minorenni, il genitore non convivente e non coniugato con l'altro genitore che ha riconosciuto il figlio viene normalmente considerato ai fini dell'ISEE del minore.

Tuttavia, esistono alcune eccezioni specifiche.

Il genitore non convivente non viene attratto nel nucleo del figlio quando:

✅ È coniugato con una persona diversa dall'altro genitore;

✅ Ha figli con una persona diversa dall'altro genitore;

✅ Un provvedimento dell'autorità giudiziaria ha stabilito il versamento di assegni periodici per il mantenimento del figlio;

✅ È stato escluso dalla responsabilità genitoriale oppure è stato disposto l'allontanamento dalla residenza familiare;

✅ È stata accertata dall'autorità giudiziaria o dai servizi sociali l'estraneità affettiva ed economica nei confronti del figlio.

📌 Attenzione: nei casi in cui il genitore sia sposato con un'altra persona oppure abbia altri figli con un'altra persona, la sua situazione economica può comunque influire sull'ISEE attraverso una specifica componente aggiuntiva prevista dalla normativa.

Questo significa che avere una residenza diversa non è sufficiente per escludere automaticamente il genitore dal calcolo dell'ISEE minorenni.

Prima di presentare la DSU è quindi fondamentale verificare correttamente la situazione del genitore non convivente per evitare errori nel calcolo dell'ISEE e nelle domande per bonus e prestazioni sociali.

Indirizzo

Corso Garibaldi 205
Baronissi
84081

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