Simone Silvestri Consulente Finanziario Azimut Bari

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In tutto il mondo comprano azioni …. Ed in Italia ci propongono Btp a ripetizione…. Meditate gente.
22/05/2026

In tutto il mondo comprano azioni …. Ed in Italia ci propongono Btp a ripetizione…. Meditate gente.

💶 Il Ministero dell'economia e delle finanze ha deciso di introdurre nuovamente il Btp Italia, ma con una nuova struttura pensata solo per il retail - con il nome di ‘Btp Italia Sì’. Ecco le sue caratteristiche:

➡️ titolo di Stato indicizzato all’inflazione pensato esclusivamente per i piccoli risparmiatori
➡️ emissione dal 15 al 19 giugno 2026, con durata di 5 anni e riconoscerà cedole semestrali legate al tasso di inflazione nazionale del periodo
➡️ tasso fisso minimo garantito comunicato dal Mef venerdì 12 giugno 2026 e potrà essere rivisto, ma solo al rialzo, alla chiusura del collocamento, in base alle condizioni di mercato.

Inoltre, è previsto un premio finale extra dello 0,6% del capitale investito per coloro che avranno acquistato il Italia Sì nei giorni di emissione e lo avranno detenuto sino a scadenza.

Le semestrali saranno determinate con un meccanismo basato su tasso fisso - garantito anche in caso di deflazione - più tasso di inflazione nazionale rilevato dall’Istat nel semestre di riferimento.

L' minimo è di 1.000 euro, senza commissioni di acquisto durante il collocamento, e può essere effettuato tramite banca, ufficio postale o home banking. Il collocamento avverrà sul mercato di Borsa Italiana con il supporto di diverse banche.

22/05/2026

1500€ al mese non hanno lo stesso valore in tutta Italia. 💸

Il numero è lo stesso, ma il potere d’acquisto cambia completamente in base a dove vivi.

Una persona può guadagnare 1500€ in una regione con costo della vita più basso e avere più margine rispetto a chi guadagna la stessa cifra in una regione dove affitti, servizi, trasporti e prezzi quotidiani pesano di più.

Per questo parlare solo di stipendio può essere fuorviante.

La vera domanda non è soltanto:

“Quanto guadagni?”

Ma anche:

“Quanto ti resta dopo aver pagato tutto?”

Perché la qualità della vita non dipende solo dal reddito nominale.
Dipende dal rapporto tra reddito, costo della vita e margine reale.

In alcune zone 1500€ possono permettere una gestione più sostenibile.
In altre, possono bastare appena per coprire le spese essenziali.

Il punto è semplice: non conta solo quanto entra.
Conta dove vivi, quanto spendi e quanto riesci davvero a conservare.

Secondo te, nella tua regione, 1500€ al mese bastano per vivere bene?

12/05/2026

Basta restare nel possesso dei beni del defunto senza fare l’inventario perché l’eredità si consideri accettata. La Cassazione chiarisce effetti e conseguenze anche sul piano fiscale. https://shorturl.at/gIuMu

Molto interessante…. Buona domenica!!
03/05/2026

Molto interessante…. Buona domenica!!

📊 Quanto spende davvero una famiglia italiana?

Nel 2024, secondo ISTAT, la spesa media mensile delle famiglie si colloca attorno ai 2.755 euro. Un dato utile, ma che da solo non basta a raccontare la realtà.
Il punto centrale, infatti, non è tanto quanto si spende, ma come si spende — e quanto questa spesa sia esposta all’inflazione.

Le principali voci di uscita — alimentari, abitazione e utenze, trasporti — sono anche le più difficili da ridurre. Di conseguenza, quando i prezzi aumentano, lo spazio di adattamento per le famiglie è molto limitato.

🔍 Guardando alle differenze territoriali emerge una dinamica chiara:
- al Nord la spesa è più elevata, ma sostenuta da redditi medi più alti;
- al Sud, invece, i livelli di spesa sono più bassi, ma maggiormente vulnerabili agli shock inflattivi, perché concentrati sui beni essenziali.
C’è poi un fattore spesso trascurato: le famiglie numerose risultano più esposte, proprio perché una quota maggiore del loro budget è assorbita da spese incomprimibili.
💡 In un contesto di inflazione meno appariscente ma ancora persistente, emerge una considerazione fondamentale: non basta aumentare il reddito, se non si controlla la struttura della spesa.
Nel lungo periodo, fanno la differenza:
- la capacità di pianificazione
- l’efficienza nella gestione delle uscite
- la tutela del potere d’acquisto

30/04/2026

Novità per i contribuenti. L’Agenzia delle Entrate ha introdotto un sistema di controlli più stringente sulle spese mediche detratte dai contribuenti, basato su un incrocio sistematico dei dati tra il Sistema Tessera Sanitaria e le dichiarazioni dei redditi.

Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 novembre, ha ridefinito i criteri per i controlli formali sulle agevolazioni fiscali legate alle spese sanitarie.

Le nuove norme, fa sapere quifinanza, si applicano alle spese sostenute a partire dal 2025 e producono effetti concreti sulla dichiarazione dei redditi da presentare nel 2026.

Con il nuovo decreto, l’Agenzia non procede più su base casuale.

I controlli si basano ora su un incrocio sistematico e automatico tra i dati presenti nel Sistema Tessera Sanitaria e quelli indicati dai contribuenti nel modello 730.

In pratica, il Fisco conosce già, prima ancora che il contribuente acceda alla propria dichiarazione precompilata, quante e quali spese sanitarie sono state sostenute nel corso dell’anno.

Il punto più delicato riguarda le modifiche alla dichiarazione precompilata.

Se vengono aggiunti, rimossi o modificati importi relativi alle spese sanitarie, tali interventi possono diventare il punto di partenza per un controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate.

I funzionari avranno a disposizione strumenti di verifica molto precisi. Per ogni documento di spesa, potranno controllare:

il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico;
i dati del soggetto erogatore della prestazione (Asl, cliniche private, farmacie, laboratori);
la tipologia e la data della spesa;
l’importo e la modalità di pagamento (tracciabile o contante).
Se i dati dichiarati non coincidono con quelli trasmessi dalle strutture sanitarie, scatta automaticamente una segnalazione.

Il sistema si basa su un obbligo già consolidato nell’ordinamento italiano.

Medici, farmacie, strutture pubbliche e private accreditate, laboratori e studi professionali sono tenuti a comunicare al Sistema Tessera Sanitaria tutte le spese sostenute dai pazienti-contribuenti.

La principale novità introdotta dal decreto riguarda la frequenza di trasmissione.

Si passa infatti da una cadenza mensile a una annuale, con scadenza fissata al 31 gennaio di ogni anno.

Si tratta di una semplificazione significativa per i professionisti sanitari, che però non riduce il livello di controllo sui contribuenti.

I dati raccolti confluiscono automaticamente nella dichiarazione precompilata, offrendo all’Agenzia delle Entrate un quadro completo e dettagliato.

I controlli non si limitano a una categoria specifica, ma riguardano l’intero spettro delle spese sanitarie detraibili:

farmaci e preparati galenici;
dispositivi medici;
visite specialistiche;
esami diagnostici e analisi di laboratorio;
spese veterinarie.
La detrazione prevista dalla legge resta invariata: è pari al 19% della spesa sostenuta, con una franchigia di 129,11 euro che rimane a carico del contribuente.

È importante ricordare che le spese mediche possono ancora essere pagate in contanti e risultare comunque detraibili, ma solo se effettuate presso strutture o professionisti accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale.

I pagamenti in contanti presso soggetti non accreditati non danno invece diritto alla detrazione.

15/04/2026

Molti genitori fanno bonifici ai figli senza sapere che esistono limiti precisi da rispettare.

Quando si parla di regali in denaro, la legge prevede soglie ben definite oltre le quali possono scattare controlli, tasse o addirittura sanzioni. Non tutti sanno che cambia tutto in base all’importo, alla tracciabilità e anche al modo in cui viene giustificato il trasferimento. Basta poco per evitare problemi, ma è fondamentale conoscere le regole giuste prima di muoversi.

Sotto il post, è spiegato tutto in modo semplice, con una tabella chiara che aiuta a capire subito quanto si può versare senza rischiare nulla.

06/03/2026

🔵 TFR PREGRESSO: SI PUÒ SPOSTARE. MA NON È AUTOMATICO.

🧐Molti dipendenti si fanno la stessa domanda:
🤔🤔
“Ok, da oggi metto il TFR nel fondo pensione… ma quello degli anni passati?”

La risposta è semplice e potente:
😉👇👇👇👇

𝐒𝐢̀, 𝐒I 𝐏𝐔𝐎̀ 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐓𝐅𝐑 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨.
𝐌𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 🤝🤝🤝

Funziona così:

• Il dipendente chiede di versare nel fondo anche il TFR già accantonato.

• Il titolare deve accettare.

• Se accetta, deve avere la liquidità e bonificare tutto in un’unica soluzione nel fondo pensione.

• Si firma l’accordo e il capitale confluisce nella previdenza integrativa.

🥇E qui sta il punto chiave.🔑

Quel TFR che oggi “vedi” in busta paga… spesso è solo una scrittura contabile.

Non è un salvadanaio separato. È dentro l’azienda.

Se il titolare HA I SOLDI ( speriamo) e accetta l’accordo, puoi trasformare anni di TFR aziendale in capitale previdenziale con tassazione agevolata (fino al 9%).

Se non lo fa, quei soldi resteranno lì e verranno tassati molto di più alla fine.🔚

Chi ha già qualche anno di lavoro deve fare una cosa sola:

☎️☎️☎️☎️☎️☎️☎️☎️☎️☎️☎️☎️☎️☎️☎️☎️

PARLARE SUBITO SUBITO con il proprio datore di lavoro.

Perché iniziare tardi non è un problema.
Perdere vantaggi fiscali per ignoranza sì.

Svegliatevi.
Il TFR non è un dettaglio.

Le Pillole Assicurative

22/01/2026
Fortunati i consulenti milanesi…😉
18/01/2026

Fortunati i consulenti milanesi…😉

Milano sul podio mondiale delle città rifugio dei milionari.Un dato su tutti: 1 milionario ogni 12 abitanti, inclusi anziani e neonati. 🏦💰

Secondo il rapporto annuale Henley & Partners Milano supera New York (1 ogni 22), Londra (1 ogni 41) e Roma (1 ogni 54). E non è solo una questione di quantità: tra i centimilionari (oltre 100 milioni di dollari liquidi), il capoluogo lombardo è ai livelli di Monaco e davanti a Miami, Zurigo e Mosca.

Business, finanza, moda e design — insieme a una leva fiscale competitiva — rendono Milano una delle poche città globali con previsione di alta crescita dei grandi patrimoni. 📈✨

La Madonnina guarda dall’alto. Il portafoglio pure.

12/01/2026

💡 Azimut Group ha chiuso il mese di dicembre con una raccolta di 14,1 miliardi di euro, che porta il totale del 2025 a 32,1 miliardi, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Questo risultato consente al gruppo di superare il target annuale e di ottenere il miglior risultato di sempre in termini di raccolta. Le masse complessive arrivano infatti a 140,9 miliardi di euro, in crescita del 31% su base annua, mentre il titolo in Borsa ha toccato per la prima volta la soglia dei 37 euro.

Nel corso del 2025 Azimut ha ampliato e rafforzato la propria presenza internazionale, entrando in nuovi mercati come Marocco e Arabia Saudita e consolidando le attività negli Stati Uniti e in Brasile. È stata inoltre completata l’acquisizione di North Square Investments, da cui nasce la nuova piattaforma americana Azimut NSI, che gestisce circa 53 miliardi di dollari di masse.

L’operazione è considerata subito profittevole e coerente con la strategia di crescita di lungo periodo del gruppo. Tra le iniziative più rilevanti figura anche l’ingresso di Azimut nel settore degli ETF a gestione attiva negli Stati Uniti, con il lancio di almeno cinque prodotti entro giugno 2026, in linea con il piano strategico Elevate 2030.

Indirizzo

Via Melo Da Bari, 229
Bari
70121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393473611177

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