09/07/2026
Scommetto che non conosci questa insidia fiscale sul trading 2026.
E ti costa cara proprio se pensi di essere in regola.
Te la racconto con una storia vera, successa a un nostro cliente poche giorni fa. Lo chiamerò Marco.
Marco fa trading da qualche anno. Uno attento, di quelli che i conti li tengono in ordine.
Aveva letto un nostro post relativo alla scadenza del 30 giugno e, un po' in allerta, chiama chi si occupa della sua dichiarazione dei redditi — l’amica di famiglia, che ormai da anni gli fa la dichiarazione:
— "Ho letto in giro di questa scadenza del 30 giugno. Devo muovermi per il trading?"
— "Ma no, stai sereno. Il 730 si presenta entro il 30 settembre, ma noi presentiamo il modello redditi per cui abbiamo tempo fino a fine novembre. Raccogli la documentazione e ci vediamo dopo l'estate."
Marco si tranquillizza. Quasi.
Però vuol capire, quel "stai sereno" non lo convince del tutto. Così, invece di andare al mare, ci scrive.
Ed è lì che scopre l’insidia.
Perché è vero che il 730 si presenta entro fine settembre e il modello redditi entro fine novembre. Ma le imposte da trading — plusvalenze, interessi, dividendi, IVAFE— non aspettano quelle scadenze.
Presentare e versare sono due cose diverse.
L’amica di Marco ha semplicisticamente approssimato i concetti dando di fatto una spiegazione confusa.
Capita, quando il trading non è il tuo pane quotidiano.
Ecco cosa gli abbiamo spiegato, numeri alla mano:
Marco non è un titolare di partita IVA e poiché presenta il Modello Redditi, versando entro il 30 giugno, non avrebbe pagato maggiorazioni, entro il 30 luglio avrebbe pagato una maggiorazione minima dello 0,40%.
Quasi simbolica.
Ma se avesse dato retta al "c'è tempo fino a novembre", avrebbe superato la scadenza.
E dopo quella data non è più una piccola maggiorazione: sarebbe entrato nel ravvedimento lungo, e la sanzione sarebbe salita fino al 3,125% sulla stessa identica cifra, quasi otto volte tanto.
Sul suo conto, la differenza tra muoversi subito e "aspettare novembre" erano diverse centinaia di euro. Regalate al fisco per un equivoco.
Marco non è riuscito a procurarsi la documentazione entro la prima scadenza. Per cui ha pagato lo 0,40%, ma ha evitato il 3,125%, e adesso dorme tranquillo.
La sua amica, può aiutarlo per la trasmissione telematica e per tutto il resto.
Ecco perché esistiamo.
Noi la fiscalità del trading la facciamo davvero.
Siamo specializzati da vent'anni.
La materia è molto complessa ed in continua evoluzione e capiamo che anche i nostri colleghi commercialisti non possono sapere tutto.
Non ti diciamo di lasciare il tuo: ti diciamo di far gestire la parte trading a chi la mastica ogni giorno. Ti consegniamo gli elaborati trading pronti in 3 giorni lavorativi, poi li usi come vuoi o affidi l’intera dichiarazione ai nostri commercialisti.
E tu? Sei sicuro di sapere quando scadono davvero le TUE tasse sul trading?
Perché il 30 luglio si avvicina, e ogni giorno che passa ti porta più vicino a quel 3,125%.
Contattaci o chiedendo un preventivo o spiegando la tua situazione nel modulo che trovi in fondo al link nel primo commento per una verifica gratuita della tua situazione.