Stefano De Pascali, dottore commercialista

Stefano De Pascali, dottore commercialista 🛜 www.stefanodepascali.it ✏️✏️ Dottore commercialista, consulente aziendale, crisis manager

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11/05/2026

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Non voglio che le   si affidino a me senza capire. Voglio che, dopo aver parlato con me, abbiano finalmente chiaro ciò c...
09/05/2026

Non voglio che le si affidino a me senza capire. Voglio che, dopo aver parlato con me, abbiano finalmente chiaro ciò che prima sembrava incomprensibile.

Se, dopo una consulenza, riesci a leggere un con occhi diversi…
se comprendi davvero cosa stai firmando…
se riesci a fare domande che prima non sapevi nemmeno di poter fare…allora avrò fatto bene il mio lavoro.

La competenza genera autonomia.

DECRETO-LEGGE 30 aprile 2026 , n. 62 Salario Giusto e Maxi Bonus Assunzioni 2026: incentivi sì, ma solo per chi crea ver...
03/05/2026

DECRETO-LEGGE 30 aprile 2026 , n. 62
Salario Giusto e Maxi Bonus Assunzioni 2026: incentivi sì, ma solo per chi crea vera occupazione

Con il nuovo Decreto Salario Giusto, cambia la logica degli incentivi al lavoro: non basta assumere, bisogna creare occupazione reale. Il legislatore premia le imprese che investono in lavoro stabile, ma introduce paletti precisi per evitare operazioni solo “di facciata”.

Sul fronte delle misure agevolative, ecco il quadro:

➡️ Bonus Donne 2026
Per le assunzioni a tempo indeterminato di donne in condizioni di svantaggio è previsto l’esonero del 100% dei contributi previdenziali, fino a 650 euro mensili per 24 mesi, elevabili a 800 euro nelle aree ZES del Mezzogiorno.
Attenzione però: il beneficio spetta solo se l’assunzione genera incremento occupazionale netto e non può accedervi l’impresa che nei 6 mesi precedenti ha effettuato licenziamenti economici o collettivi nella stessa unità produttiva. Se poi licenzia nei 6 mesi successivi, perde il bonus e deve restituire quanto fruito.

➡️ Bonus Giovani 2026
Per l’assunzione stabile di giovani under 35 in particolari condizioni occupazionali, è riconosciuto uno sgravio contributivo totale fino a 500 euro mensili per 24 mesi, che sale a 650 euro nel Mezzogiorno.
Anche qui vale la stessa regola: nessun incentivo per chi ha licenziato nei 6 mesi precedenti, obbligo di incremento occupazionale reale, e revoca del beneficio in caso di licenziamento successivo. Il messaggio è netto: l’agevolazione premia la crescita, non la sostituzione di personale.

➡️ Bonus ZES 2026
Misura dedicata alle piccole imprese del Sud fino a 10 dipendenti, che assumono a tempo indeterminato lavoratori over 35 disoccupati di lungo periodo. Previsto esonero contributivo pieno fino a 650 euro mensili per 24 mesi.
Ma anche qui la porta si apre solo a chi non ha ridotto personale nei 6 mesi precedenti, crea nuovi posti di lavoro effettivi e mantiene la coerenza occupazionale nei mesi successivi.

➡️ Bonus Stabilizzazione
Per la trasformazione di contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato, arriva l’esonero contributivo totale fino a 500 euro al mese per 24 mesi.
Condizione imprescindibile: nessun licenziamento economico nei 6 mesi precedenti, aumento netto dell’occupazione e mantenimento del posto. Non è una semplice conversione contrattuale: deve rappresentare occupazione aggiuntiva reale.

Poi c’è il cuore della riforma: il Salario Giusto.
Per accedere ai benefici, le imprese dovranno riconoscere ai lavoratori trattamenti economici coerenti con i CCNL sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, chiudendo la stagione dei contratti “pirata” e del dumping salariale.

Sintesi brutale:
Chi assume davvero → viene premiato.
Chi licenzia e riassume → resta fuori.
Chi sottopaga → perde i benefici.
Chi programma bene il costo del lavoro → crea vantaggio competitivo.

Questo è il vero cambio di paradigma del lavoro nel 2026.

Dott. Stefano De Pascali

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03/05/2026

COMUNICATO STAMPA - Garante privacy ad albergatori: no alla conservazione di copia dei documenti degli ospiti. Dopo la comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza i dati vanno distrutti o cancellati. Alberghi, B&B e affittacamere non possono conservare copie dei documenti d’identità degli ospiti oltre il tempo strettamente necessario alla comunicazione dei dati alle autorità di pubblica sicurezza. Lo chiarisce il Garante per la protezione dei dati personali in una nota inviata alle associazioni di categoria del settore, anche alla luce dell’aumento di segnalazioni e violazioni dei dati personali registrate negli ultimi mesi. La normativa vigente impone ai gestori delle strutture ricettive di identificare i clienti e di trasmettere i relativi dati alle autorità di pubblica sicurezza tramite il portale “Alloggiati Web”. Tale obbligo, tuttavia, non legittima la conservazione, da parte delle strutture, di fotocopie o immagini dei documenti d’identità. Negli ultimi tempi si è diffusa, soprattutto tra B&B e affittacamere, la pratica di fotografare i documenti con smartphone o di richiederne l’invio tramite applicazioni di messaggistica, come WhatsApp. Comportamenti che, sottolinea il Garante, espongono ingiustificatamente gli interessati a rischi concreti, tra cui furti d’identità e accessi illeciti ai dati personali. L’Autorità ribadisce che, come previsto da un obbligo normativo, una volta completata la trasmissione dei dati alle autorità di pubblica sicurezza, eventuali copie dei documenti acquisite per tale finalità devono essere immediatamente cancellate o distrutte. L’unico elemento che può essere conservato è la ricevuta dell’avvenuta comunicazione, prodotta automaticamente dal portale, da conservare per cinque anni al fine di comprovare l’adempimento. Il Garante sottolinea, inoltre, che è preciso dovere dei titolari del trattamento garantire la sicurezza dei dati personali. Le strutture ricettive devono quindi adottare misure adeguate per la protezione dei dati e istruire correttamente il personale incaricato della loro raccolta e gestione. È stato ricordato, infine, che in caso di violazione dei dati personali - data breach - scattano obblighi specifici, tra cui la notifica al Garante entro 72 ore e, nei casi più gravi, anche la comunicazione della violazione agli interessati.
Le associazioni di categoria sono state invitate a diffondere tra i propri iscritti le indicazioni dell’Autorità, tenuto conto che l’attività ricettiva comporta ogni anno il trattamento dei dati personali di milioni di persone.
Roma, 29 aprile 2026

Grazie Riccardo per questi due giorni di full immersion sulla comunicazione, intensi e concreti.Porto con me una crescit...
18/04/2026

Grazie Riccardo per questi due giorni di full immersion sulla comunicazione, intensi e concreti.

Porto con me una crescita professionale importante e, soprattutto, pilastri che farò miei ogni giorno, sia nella vita privata che in quella lavorativa.

Come commercialista e aziendalista, credo profondamente nel valore della comunicazione: non solo come strumento per esporre concetti, ma come leva per rendere comprensibili decisioni complesse, trasferire valore e costruire fiducia.

Nella nostra professione, la capacità di comunicare in modo chiaro ed efficace è ciò che trasforma i numeri in scelte consapevoli, i dati in strategia e il rapporto con il cliente in una vera relazione professionale. Il public speaking, in questo percorso, ha rappresentato un passaggio concreto per rafforzare queste competenze e portarle a un livello superiore.

Un grazie anche a tutti i compagni di questo percorso per l’energia, il confronto e la condivisione.

Il ritmo dei miei corsi di public speaking ❤️‍🔥
Grazie a Simone, Massimo, Stefano, Melania, Filippo, Francesco, Stefania e Monica per la vostra fiducia, energia e simpatia. ❤️

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07/04/2026

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04/04/2026
01/04/2026
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27/03/2026

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SDP

🚫PAGAMENTO CONTANTI DELLE RETRIBUZIONI Il pagamento in contanti delle retribuzioni è una prassi che può sembrare semplic...
27/03/2026

🚫PAGAMENTO CONTANTI DELLE RETRIBUZIONI

Il pagamento in contanti delle retribuzioni è una prassi che può sembrare semplice, ma espone l’azienda a conseguenze economiche molto rilevanti.

La Ordinanza n. 6633/2024 della Corte di Cassazione ha chiarito un aspetto fondamentale: la sanzione non si applica una sola volta, ma si ripete per ogni mensilità in cui il pagamento avviene in contanti e non con strumenti tracciabili.

Questo significa che ogni mese costituisce una violazione autonoma. Anche scegliendo il pagamento in misura ridotta, la sanzione è pari a € 1.666,67 per ciascun mese. Tradotto in termini concreti, un anno di pagamenti in contanti può comportare oltre € 20.000 di sanzioni amministrative.

Il punto centrale è che non si applica il cumulo giuridico. In altri ambiti, più violazioni simili vengono accorpate in un’unica sanzione aumentata. In questo caso, invece, le sanzioni si sommano integralmente mese per mese, con un impatto molto più pesante.

Ma il rischio non è solo sanzionatorio. Il pagamento non tracciato indebolisce la posizione dell’azienda sotto diversi profili: rende più difficile dimostrare l’effettivo pagamento delle retribuzioni, può creare criticità in sede di verifica fiscale e incide negativamente sulla trasparenza e attendibilità della contabilità e del bilancio.

L’obbligo di tracciabilità riguarda non solo i lavoratori dipendenti, ma anche i collaboratori. Per questo motivo, è fondamentale adottare modalità di pagamento sempre verificabili e documentabili.

In sintesi, il pagamento in contanti non è una scorciatoia: è una scelta che, nel tempo, può trasformarsi in un costo significativo e in un elemento di rischio per l’intera gestione aziendale.

Indirizzo

Via Ugo Foscolo, 167
Neviano
73040

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