22/03/2025
Fisco e Superbonus, dal 31 marzo partono i controlli
Saranno inviate le prime 10 mila lettere di compliance. Tra i territori interessati, Napoli e Roma in pole position
Ai nastri di partenza i controlli da parte del Fisco in tema Superbonus, nello specifico nei confronti dei contribuenti che hanno usufruito dell’agevolazione ma non hanno effettuato la dichiarazione catastale. Per completezza, si ricorda che le indicazioni inerenti il contenuto e le modalità di invio delle comunicazioni sono state delineate dall’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento Prot. n.38133 pubblicato il 7 febbraio 2025.
L’obiettivo dell’Amministrazione finanziaria è chiaro: permettere ai contribuenti di verificare la correttezza dei dati in possesso dell’Agenzia e, se necessario, regolarizzare la propria posizione. I contribuenti avranno la possibilità di fornire chiarimenti o documentazione aggiuntiva tramite il sito dell’Agenzia, ma non solo, in caso di omissioni, sarà possibile regolarizzare la situazione beneficiando di sanzioni ridotte. Proprio per questo motivo, i numeri delle lettere di compliance, inizialmente, saranno ridotti.
I primi controlli: casistiche interessate
Le prime 10 mila lettere di compliance che partiranno a fine mese, interesseranno i casi più gravi ossia le circostanze in cui la rendita è pari a zero anche in seguito alla ristrutturazione finanziaria eseguita usufruendo del Superbonus.
Verosimilmente i primi controlli riguarderanno le ipotesi in cui l’immobile si trovi ancora nello stato rustico oppure in corso di fabbricazione e sia stata presentata la richiesta per usufruire dell’incentivo, quindi la prima fase riguarderà proprio ruderi, case in costruzione ed edifici collabenti. È quanto si evince dalle dichiarazioni del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, durante l’intervento nell’ultima edizione di Telefisco.
Dunque, si può affermare che la linea seguita dal Fisco è quella della selettività degli invii, in conformità con quanto indicato durante un question time in commissione Finanze alla camera, lo scorso 12 febbraio.
Pertanto, tutti gli immobili a rendita catastale pari a zero saranno al vaglio dell’Amministrazione finanziaria che effettuerà dei controlli incrociati sui nominativi di chi ha effettuato comunicazioni di cessione del credito e sconto in fattura dal 2020. Maggiore sarà l’importo dei lavori, più alta sarà la probabilità di controlli.
Sta per avviarsi la prima fase di verifiche che, tuttavia, non sarà l’ultima. Di fatti, seguiranno altri controlli che, presumibilmente, saranno relativi a casistiche nelle quali le anomalie siano meno gravi.
Aree sotto la lente d’ingrandimento del Fisco
Da un primo rilevamento dell’Agenzia delle Entrate, i primi controlli interesseranno maggiormente la Campania (provincia di Napoli), la Calabria (provincia di Reggio Calabria), seguite dal Lazio (provincia di Roma) e dal Veneto (provincia di Treviso). Seguono le province di Bari, Cosenza, Frosinone e Messina. Tuttavia, ciò non significa che il resto dell’Italia sarà esimato dai controlli, le lettere verranno distribuite su tutto il territorio.
Supporto a professionisti e contribuenti
Di pari passo con l’attività di controllo, sarà effettuata anche una campagna di informazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, per supportare sia i professionisti che i contribuenti. Sul portale dell’Agenzia, saranno pubblicate delle Faq e altra documentazione in modo da dissipare qualsiasi dubbio in materia. Come evidenziato in premessa, l’obiettivo del Fisco è quello di permettere ai contribuenti di chiarire e regolarizzare la propria posizione. A tal fine, i contribuenti potranno chiarire la propria posizione, qualora rilevassero un errore o intendano fornire dati o elementi sconosciuti all’Agenzia, fornendo documentazione idonea, attraverso il servizio “Consegna documenti e istanze” sul sito delle Entrate.
Autore: Luciana Giampà
© FISCAL FOCUS Informati S.r.l.